Nessuno diviene altro da quel-che-È.

Se il cielo fosse sempre tèrso,
o sempre nuvoloso,
e l’albero sempre in fiore,
o perennemente spoglio,
non vedremmo più né il cielo, né l’albero.

L’umano è interessato al cambiamento
perché è cambiamento.
Ma la ricerca incessante del cambiamento
sortisce lo stesso effetto della sua assenza.

Il contemplante è colui che vive
il mutare delle stagioni
e sente l’eternità di ogni attimo,
di ogni fatto.

Simultaneamente vive e sente:
Vive il fuoco che trasforma il legno
in carbone e cenere,
e sente che il legno è legno,
il fuoco, fuoco,
il carbone, carbone,
la cenere, cenere
e niente e nessuno
diviene altro da quel-che-È,
perché in quello stato,
in quell’essere così,
è già il Tutto-che-È
e che mai diviene.


La Via del monaco è un’esperienza che coinvolge alcune persone del Sentiero contemplativo, le quali si incontrano periodicamente all’Eremo dal silenzio e a ogni stagione al monastero camaldolese di Fonte Avellana.
La Via del monaco accompagna nel processo dell’unificazione interiore.

Il canale Telegram di Eremo dal silenzio
Segnalazione dei post di contemplazione.it, di cerchioifior.it, di Contemplando.
Condivisione di materiali relativi alla via spirituale.


8 commenti su “Nessuno diviene altro da quel-che-È.”

  1. L’esperienza del cambiamento nel radicamento profondo è la manifestazione dell’Unità.

    La ricerca muore…

  2. Non so se ho capito. L’umano è cambiamento, ma questo cambiamento non diviene. Non è la ricerca di un perfezionamento. Perfezione/imperfezione sono categorie duali da abbandonare. Cambiare nel senso di mutare, come mutano le stagioni nella loro ciclicità? In questo mutamento nessuno diventa altro da Ciò-che-è?

  3. Ad ogni istante cogliere il CCE e ciò che diviene. A volte s’innesca in automatico, a volte richiede volontà, a volte mi perdo nella mente nell’emozione che sorge.
    Questo lavoro incessante che metti a disposizione di tutti noi, nutre la comprensione che poco a poco si fa spazio. Grazie

  4. Vivere e sentire.
    Questa è la chiave.
    Insegnare ai bambini a riconoscere il sentire e dare a questo sentire dignità.
    Quando da piccola esprimevo il sentire mi guardavano spaventati e hanno messo molte energie a spiegarmi l’opportunità di tacere.
    E ancora oggi ci provano 🙂 pur cogliendo il risultato del sentire coltivato

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