Sebbene io abbia terminato la stagione dell’accompagnamento, in questo periodo due sorelle che sono state parte attiva del Sentiero in passato e una giovane donna sono motivo di confronto e di contemplazione.
l’altro
Contemplazione: alla radice del “prendersi cura”
Qui non affronto mai le questioni relative a chi è immerso nella soggettività, un ambito in cui la contemplazione trova poco spazio, e anche sul tema del prendersi cura dell’altro da sé mi rivolgo essenzialmente a coloro che possono essere oltre l’identificazione.
Contemplazione nel quotidiano: dove risiedi, dove risiedono
La consapevolezza del proprio risiedere prevalentemente, o esclusivamente, nel sentire, rende evidente dove risiedono coloro che ti sono attorno.
Via della conoscenza: le relazioni libere e quelle complici 12
Una voce: Tutti voi siete abituati a costruire delle relazioni complici, che vi danno nutrimento, vi proteggono, vi consolidano nella vostra identità, vi fanno soffrire o adirare, oppure gioire e sperare, e attraverso le quali cercate di legarvi solidamente l’un l’altro.
Vivere diviene una difesa dall’alterità [scomparire22]
Ora parliamo della dimensione dell’asse temporale. Una delle esperienze primarie dell’uomo è proprio con il tempo e con la successione delle alterità nel tempo.
L’alterità imprevedibile che va governata [scomparire21]
Una voce: Fin dall’inizio l’uomo viene abituato a osservare se stesso e il mondo in base a come lo hanno formato sia l’educazione della famiglia, sia i dettami religiosi, sia il tipo di società in cui vive. Un bambino, esplorando il mondo, scopre la “sua diversità” rispetto a esso perché inizia a fare i conti con l’alterità.