Contemplazione: alla radice del “prendersi cura”

Qui non affronto mai le questioni relative a chi è immerso nella soggettività, un ambito in cui la contemplazione trova poco spazio, e anche sul tema del prendersi cura dell’altro da sé mi rivolgo essenzialmente a coloro che possono essere oltre l’identificazione.

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L’alterità imprevedibile che va governata [scomparire21]

Una voce: Fin dall’inizio l’uomo viene abituato a osservare se stesso e il mondo in base a come lo hanno formato sia l’educazione della famiglia, sia i dettami religiosi, sia il tipo di società in cui vive. Un bambino, esplorando il mondo, scopre la “sua diversità” rispetto a esso perché inizia a fare i conti con l’alterità.

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