Tenzo Kyokun: dal risultato si comprende il cuore [15]

Insomma, anche se si preparano delicatezze eccellenti non sono necessariamente superiori, anche se si prepara una minestra di rozze verdure, non necessariamente è inferiore.[1] Quando offri verdure selvatiche dopo averle scelte, se hai il cuore sincero, il cuore fedele, il cuore puro, sono conformi a eccellenti delicatezze.

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Tenzo Kyokun: Se non poni limiti al tuo cuore [13]

In verità, di questo ruolo ho udito (esempi) passati, ho visto di persona (esempi) presenti, sono nelle mie orecchie e nei miei occhi. Ci sono parole [che raccontano quel ruolo], c’è la verità [che custodisce], va detto che è davvero perfettamente coincidente [allo spirito e alla lettera della Via]!

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Tenzo Kyokun: lo Zen da un solo sapore [12.4]

(Testo complesso, la chiave interpretativa nella ristesura libera di Jiso, a fondo pagina. Ndr)
In seguito, ho visto che Xuedou[1] ha dato dimostrazione ai monaci con i seguenti versi:
Il segno uno, il segno sette, il segno tre, il cinque
le diecimila immagini fino in fondo esaminate, nessun punto di appoggio.
Nella profonda notte la bianca luna scende sul vasto mare scuro,
se stai cercando la perla sotto il mento del dragone, in abbondanza è concessa.

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Essere la Via e la Vita (in merito a Tenzo Kyokun 12.3)

Il tenzo dice: “Chi apprende i caratteri (le parole e le scritture) deve sapere la ragion d’essere dei caratteri, per chi s’impegna nella pratica della via il punto centrale è consentire con la ragione (comprendere la natura, ndr) della pratica della via.

Il tenzo disse: “La persona che studia i caratteri deve conoscere l’iter attraverso cui si sono formati; la persona che si applica alla pratica della via deve essere la carne e le ossa dell’iter della via.”

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Tenzo Kyokun: comprendere la natura della pratica della Via [12.3]

Lo stesso anno, durante il mese di luglio, ero registrato come residente[1] nel monastero Tiantong. Un giorno arriva quel tenzo e incontratolo dice: “Alla fine del periodo estivo, lasciato l’incarico di tenzo, ritorno al mio villaggio. Ho sentito dire casualmente da un confratello che tu eri qui. Come potevo non venire a incontrarti?”

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Tenzo Kyokun: tutto è Via, se c’è la dedizione [12.2]

Verso la metà del quinto mese del sedicesimo anno (1223) dell’era Jiading (1208-1224)[1] ero su di una nave nel porto di Qingyuan e mentre parlavo con il capitano giapponese, giunse un anziano monaco. Aveva circa sessant’anni. Subito salì sulla nave e chiese ai giapponesi presenti dove poteva comperare dei funghi giapponesi.

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