Cerchio Firenze 77: virtuale frantumazione del Sentire Assoluto 36

[…] Per farvi comprendere che il movimento che osserviamo con i sensi del corpo fisico, che il susseguirsi delle sensazioni che percepiamo grazie al corpo astrale, che il mulinello di pensieri che s’inseguono nelle nostre menti ha un’altra esistenza, […] abbiamo dovuto servirci di Verità-punti-di-passaggio.

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Dōgen, Busshō: commento (1) di J.Forzani a Busshō 12 [busshō12.2]

[Sommario IA] Viene confrontata la visione di Seian (“il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente”) con quella di Dai I (“il tutto è il tutto che vive, natura autentica niente”), evidenziando come quest’ultima sia ritenuta superiore per la sua capacità di evitare la cristallizzazione in dogmi.

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Vivere tra Essere e divenire, tra unità e frammentazione

Dovessi definire l’individuo-che-è-la-condizione-unitaria, quello che altri chiamano “l’illuminato”, direi: è colui/ei che sente la frammentazione quanto l’unità e non oscilla tra le due ma nell’unità – condizione stabile in cui risiede – sente la frammentazione indotta dall’essere incarnato e immerso nel duale.

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Contemplare il paradigma: divenire ed Essere, inscindibili 2

PARTE II. Parliamo di Assoluto e di relativo. L’uno contiene l’altro, l’altro è emanazione  dell’uno. Ciò che  è nell’Assoluto e che non sia Assoluto – giacché l’Assoluto è Lui solo, ed È Colui che È – è relativo; ma ciò che non è Assoluto non può essere che diverso da Lui, in altre parole non possono esservi due Assoluti.

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