[…] Per farvi comprendere che il movimento che osserviamo con i sensi del corpo fisico, che il susseguirsi delle sensazioni che percepiamo grazie al corpo astrale, che il mulinello di pensieri che s’inseguono nelle nostre menti ha un’altra esistenza, […] abbiamo dovuto servirci di Verità-punti-di-passaggio.
divenire
Dōgen, Busshō: commento (1) di J.Forzani a Busshō 12 [busshō12.2]
[Sommario IA] Viene confrontata la visione di Seian (“il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente”) con quella di Dai I (“il tutto è il tutto che vive, natura autentica niente”), evidenziando come quest’ultima sia ritenuta superiore per la sua capacità di evitare la cristallizzazione in dogmi.
Vivere tra Essere e divenire, tra unità e frammentazione
Dovessi definire l’individuo-che-è-la-condizione-unitaria, quello che altri chiamano “l’illuminato”, direi: è colui/ei che sente la frammentazione quanto l’unità e non oscilla tra le due ma nell’unità – condizione stabile in cui risiede – sente la frammentazione indotta dall’essere incarnato e immerso nel duale.
Contemplare il paradigma: ogni scelta è un sentire 7
Da quello che ultimamente avete saputo, sorge una domanda: se la Manifestazione di un Cosmo già esiste nell’Eterno Presente, che senso ha parlare di libero arbitrio?
Contemplare il paradigma: esistenza oggettiva del Cosmo 6
[…] Tutto è vibrazione, tutto è passaggio, tutto è movimento nel Cosmo; eppure se noi confrontiamo il moto unidirezionale di un Cosmo, rispetto al moto assoluto, vediamo il Cosmo come fermo.
Contemplare il paradigma: divenire ed Essere, inscindibili 2
PARTE II. Parliamo di Assoluto e di relativo. L’uno contiene l’altro, l’altro è emanazione dell’uno. Ciò che è nell’Assoluto e che non sia Assoluto – giacché l’Assoluto è Lui solo, ed È Colui che È – è relativo; ma ciò che non è Assoluto non può essere che diverso da Lui, in altre parole non possono esservi due Assoluti.