Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

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Ciò che incontro attraverso te non è altro che ciò che devo apprendere. Ciò che la coscienza genera attraverso me e attraverso te, è l’oggetto del mio apprendere. Tu sei lo strumento, il mezzo, il testimone che con il suo semplice esserci attiva ogni processo a me necessario. Tu sei l’attrice, l’attore utile e indispensabile sul […]

Definisco crisi lo smarrimento dovuto alla perdita di senso di ciò che si vive. Negli affetti, nel lavoro, nella via interiore questo è comune e, direi, anche sano. Perché? Perché è fisiologico e naturale perdersi. Chi si perde? L’identità. Chi si ritrova? L’identità. La crisi è dinamica dell’identità che trova nutrimento in ciò che vive, […]

La crisi è il frutto della relazione tra coscienza ed identità all’interno dei processi del vivere. Quando l’identità resiste e cerca di imporre una sua direzione, prima o poi sopraggiunge una crisi, un attrito, un rompersi dell’equilibrio deviato: questa crisi evolve spesso nel dolore e nella fatica. Quando coscienza ed identità sono sufficientemente allineate, la […]

La crisi è la manifestazione tangibile della non sostenibilità ulteriore di una lettura della realtà personale e di coppia. Quello che va in crisi è la nostra interpretazione, la nostra lettura dei fatti e dell’altro: se non ci è chiaro questo produrremo solo dolore. La crisi della coppia è la mia crisi, anche se è […]

Qualche considerazione in merito a ciò che Umberto Eco ed Eugenio Scalfari hanno affermato negli ultimi due numeri dell’Espresso in merito alle nuove generazioni. Eco afferma che i giovani vivono in una sorta di presente senza tempo privi di memoria storica e di capacità di ricordare e afferma che uno dei principali compiti della formazione è […]

Assistiamo a questa crisi, a questo passaggio della società italiana, con una certa apprensione perché ci sembra che i protagonisti non siano fino in fondo consapevoli della sfida.

Ciò che ho compreso di questa crisi è che la crisi dell’organizzazione sociale viene percepita come crisi “assoluta”, ma non è così. Se guardiamo alla realtà con occhi puliti, scopriamo che non c’è una carestia, non c’è stata la distruzione di una guerra.

Dice Anna nel commento al post di Soggetto del 25.3. “Ottimo. ma quando non abbiamo il necessario per la sopravvivenza minima quotidiana? Quando le necessità impellenti di mangiare, lavarsi, vestirsi se fa freddo non permettono dilazioni di tempo, che fare?” Questa domanda mi inchioda e la risposta non è semplice.