Sono più di trent’anni che scrivo di contemplazione, ma non ho mai fatto una sintesi; forse ora mi è possibile, l’ho compresa abbastanza?
essere
Contemplazione: pensieri erranti, senso di Esistere e di Essere
Pensieri ed emozioni che nel Sentiero chiamiamo “cascami”, errano senza fine.
Dōgen, Busshō: commento (1) di J.Forzani a Busshō 12 [busshō12.2]
[Sommario IA] Viene confrontata la visione di Seian (“il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente”) con quella di Dai I (“il tutto è il tutto che vive, natura autentica niente”), evidenziando come quest’ultima sia ritenuta superiore per la sua capacità di evitare la cristallizzazione in dogmi.
Dōgen, Busshō: oltre divenire-Essere, JF (2) su Busshō 11 [busshō11.2]
[Sommario AI] L’autore discute la contraddizione tra la realtà “come è” e “come dovrebbe essere,” sofferenza derivante dall’incapacità di superare questa discrepanza, usando l’esempio di Achille e la tartaruga.
Si introduce il pensiero di Dōgen, che sottolinea l’importanza di osservare la vita così com’è, identificando l’esistente e il “vero modo” come un’unica entità.
Contemplazione: pienezza d’Essere e d’Esistere
Non si persegue questa pienezza ma si è da essa attratti e risucchiati a ogni attimo dell’esistere.
Contemplazione: nel vasto deserto, scrivere è Essere
Nella mia esperienza scrivendo si sostanza Essere: non scrive qualcuno, non scrive nemmeno Essere, l’atto dello scrivere è l’atto di Essere.