Via della Conoscenza: “Ciò che la mente ci nasconde”, indice post

Indice dei post tratti dal libro: Ciò che la mente ci nasconde: vita, gratuità, amore

Prefazione
Presentazione: Ciò che la mente ci nasconde: vita, gratuità, amore
Quello da cui ci difendiamo [P1]
Vita, gratuità e amore: una unità [P2]
La via della Conoscenza può solo creare un vuoto [P3]
Posa lo sguardo su ciò che c’è e che è sempre altro da te [P4]
La gratuità e l’amore immotivati e senza agente [P5]


Capitolo Vita
Il desiderio e il timore delle sollecitazioni di ogni giorno [V1]
Patteggiare con la vita per non essere scomodati più di tanto [V2]
Il desiderio di difendere e sostenere l’identità [V3]
Consumare il tempo proiettandosi sul passato e sul futuro [V4]
Vivere in pienezza ogni stagione dell’esistenza [V5]
Ogni essere parla di se stesso, mai di voi [V6]
Essere identificati e nascondersi la realtà [V7]
Nella pausa c’è l’irrompere della vita dentro il quotidiano [V8]
Non c’è alcun piano divino che ci riguardi [V9]
La vita è continua novità, ciò che accade è irripetibile [V10]
L’effimero, l’inconsistente, l’impermanente minano il sistema d’ordine [V11]
La vita è effimera quanto un soffio di vento [V12]
Nulla è più da scartare, nulla da trattenere, nulla da accumulare [V13]
Operare senza pretese con l’attenzione posata sull’effimero [V14]
Perduta l’illusione di essere un “io” si dissolve il concetto di Divino [V15]
L’attenzione continua sui limiti edifica e consolida l’identità [V16]
Il dubbio che libera dalla gabbia dei limiti [V17]
Un nuovo vocabolario: dubbio, lasciare, smarrimento, vuoto, irrilevanza [V18]
La vita che scorre è tutto ciò che c’è [V19]
Le azioni non sono lo strumento per progredire [V20]
La vita liberata dai concetti e dagli obbiettivi [V21]
Essere aderenti all’accadere [V22]
Erigere i confini per contenere l’impersonalità di ciò che è [V23]
La mente, non vedendo l’unità, crea gli opposti e si schiera [V24]
Il problema: ciò che non è conforme all’aspettativa [V25]
Guardare al presente, non ai contenuti della mente [V26]
Il tempo come attesa della gratificazione [V27]
Il tempo dell’immaginazione e i suoi oggetti psichici [V28]
Mai vivete l’altro come ciò che c’è in quel momento [V29]
Il mondo per sé, il mondo in sé [V30]
Ordine e guazzabuglio: gli opposti che la mente usa [V31]
La vita attraversa gli esseri e li usa come tramite [V32]
Ogni atto è in sé sacro [V33]
Una insostenibile aridità: il grande boh! [34V]

Capitolo Gratuità
Tra causalità e gratuità per spiegarsi il mistero dell’accadere [35G]


Ciò che la mente ci nasconde: vita, gratuità, amore

Di seguito pubblico la presentazione dell’ultimo libro della via della Conoscenza: Ciò che la mente ci nasconde: vita, gratuità, amore. È un libro che raccoglie la sostanza dell’approccio, e che attraverso una formulazione sintetica lo rende accessibile anche a coloro che non hanno modo di affrontare i libri e le dispense trasmesse in tanti anni.

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La differenza tra il ringraziare e l’essere quel grazie

Durante gli intensivi a Fonte Avellana, recitiamo prima dei pasti il testo che trovate alla fine di questo post: è un testo complesso che parla al sentire più che alla mente e che descrive un principio: noi non ringraziamo una entità divina per il dono della vita, noi siamo l’entità, il dono e la vita.
Il tentativo nostro è quello di andare oltre il pensiero duale, di plasmare le menti e le interiorità con la forza della visione e dell’esperienza unitaria.
È un tentativo non semplice perché nell’umano il duale opera in modo implacabile e permea ogni piega del suo essere.
Nel ringraziare c’è chi ringrazia e chi è ringraziato, nello specifico l’umano ringrazia il Creatore di sé e di tutto l’esistente.

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Lo stato immobile, i fatti che scorrono

[…] Noi però oggi stiamo parlando di un percepirsi pacati e quindi placati interiormente, cioè di un’immobilità, pur dentro la variabilità dei pensieri, delle emozioni ed anche degli atteggiamenti o dei comportamenti.
Ed è proprio così: dentro la variabilità della globalità umana c’è uno stato immobile.
L’incontro col mondo misterioso in sé porta a scoprire che ognuno è già altro rispetto a quello che oggi pensa di essere, poiché diventa possibile scoprire dentro di sé la radice di tutto.

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Amando l’impermanenza della vita “in sé”

[…] Vivere, amando l’impermanenza, significa appassionarsi a ciò che varia in continuazione, ma rimanendo effimero, e questo porta ad essere in armonia con la variabilità e quindi col nascere e scomparire di tutti gli aspetti che l’alterità mostra dentro le relazioni. Mentre voi umani siete fissi nella pretesa di costanza e di solidità che cercate di costruire e di mantenere nei rapporti che vi interessano.
Ricordatevi che l’impermanenza, vissuta nelle relazioni, non può che entrare in conflitto con la pretesa di cambiamento dell’altro in base alle vostre aspettative – cioè “per voi” – oppure col mantenimento della relazione secondo le vostre esigenze – ancora una volta “per voi” -.

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Il mondo in sé (92A)

[…] Nella prospettiva della sfilata la vita è semplicemente in ciò che si presenta: è ciò che c’è, è non-noto che resta non-noto e che continuamente nasce e muore, cioè inizia e finisce. E’ possibile applicare questa prospettiva anche alle relazioni, vedendo l’altro che propone ciò che è non-noto e che rimane non-noto.

[…] E’ soltanto quando nasce nell’uomo l’amore per l’effimero che allora lui già sa che ciò che gli arriva attraverso l’altro è effimero, cioè inizia e termina lì, e sussurra qualcosa che eccede l’altro ed eccede se stesso.

Un continuo nascere e scomparire

[…] Siamo partiti da un presupposto, che è il quietarsi degli aspetti che caratterizzano interiormente l’uomo, e siamo giunti all’imporsi di uno stato di immobilità interiore. È lì che sorge l’amore per l’impermanenza ed il riconoscimento di un mondo fino a quel momento inesplorato.
È un mondo che si disvela quando l’attenzione dell’uomo viene attratta unicamente da un quotidiano fatto di piccole cose – un piccolo quotidiano – in quanto muore in lui il bisogno di circondarsi di cose che continuamente rende grandi o importanti perché le riferisce ad un mondo per sé.
Il tempo vissuto da quell’uomo pare restringersi, poiché il suo sguardo si fissa su ogni frammento di tempo che si sussegue ad altri, e così la sua attenzione coglie di ogni momento il bussare, il variare e lo sparire.

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