Se voi pensate all’Assoluto come «vita» – perché tale è l’Assoluto, anche se «vita» in senso diverso da quello che voi siete abituati a considerare, che è un divenire – se voi pensate all’Assoluto come «vita», è vita assoluta Egli stesso.
Contemplazione
La nostra esperienza della vita, di noi, dell’altro. Sguardi senza osservatore.
Contemplazione: il vuoto e l’imporsi di provare qualcosa
Ovvero sull’attivare il corpo astrale a partire da una obbedienza a un dettato mentale e a un archetipo.
Contemplazione: le logiche del karma, il servizio all’altro
Una contemplazione sulla compassione che non necessariamente si accompagna a vicinanza e simpatia.
Un appello per sostenere il sito del Cerchio Ifior
Abbiamo bisogno del sostegno dei lettori di cerchioifior.it…
Contemplazione: la risonanza tra sentire e corpi transitori
La consapevolezza unitaria risuona come un diapason nei corpi transitori.
Contemplazione: aspetti/gradi della consapevolezza assoluta.
Quando un crawler (automatismo) scansiona un sito lo legge nella sua intera realtà: dai primi post un po’ incerti agli ultimi che rivelano la maturità di un percorso.
Cristo-Coscienza Unitaria1: Gv.1:1-5, tensione Essere/divenire
Non un commento a Giovanni, delle contemplazioni su alcune sue comprensioni.
Cerchio Firenze 77: tutto esiste in funzione delle scelte individuali 31.1
Segue dal post precedente. Se questo è vero – come è vero – allora è chiara la relatività del giudizio di chi, come l’uomo, non vede tutta la Realtà, ne vede una parte o – quanto meno – ne vede solo l’apparenza.
Contemplazione: l’interpretazione come tossicità
Ogni interpretazione del reale ha una funzione nel divenire, anche preziosa, ma diviene tossica quando si entra nell’esistenza dell’Uno. Tutto va abbandonato. Solo sentire.
Contemplazione: la fine del saṃsāra
Quando finisce il circo delle nascite e delle morti?
Contemplazione: l’esperienza di Uno
Elementi di una contemplazione che non conosce una fine.
Contemplazione: pensieri erranti, senso di Esistere e di Essere
Pensieri ed emozioni che nel Sentiero chiamiamo “cascami”, errano senza fine.