Perché il lavoro e il contemplare un’alba non hanno lo stesso valore esistenziale?

Chiede Eddy: “Perché ancora non sento lo stesso respiro, la stessa portata esistenziale, la stessa equivalente capacità di trascendere la mia identità nel lavoro, nello svitare un bullone e nel contemplare un’alba?”
Risponde Roberta.
Forse perché siamo in pace con il sole, forse perché non ci ribelliamo al sole che sorge…

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Ho usato raramente l’amore per sentire la mia esistenza..

Amori miei, tutti,
Ho sbagliato spesso, ho usato raramente l’amore per sentire la mia esistenza, ho detto raramente “ti amo” venendo ricambiato e ancora non riesco a dirlo “per sempre”.
Ci sono amori storici, mia madre, mio padre, mia sorella, i nipotini, gli amici, i parenti, fidanzati e fidanzate, maestri e amanti; tutti compagni di lavoro e di strada, chi rimane, chi è morto, e chi se ne va.

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