Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Luglio
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Letture da meditare e ruminare ogni giorno per accompagnare e sostenere il cammino spirituale. Fonti: C. Ifior, C. Firenze 77, tradizioni religiose.
Canti del Sentiero
Due mantra per la pratica meditativa e contemplativa quotidiana Read more…

Se rimaniamo identificati con una certa lettura di noi, con quello che riteniamo d’essere, siamo perduti.
Se trascorriamo i giorni, i mesi e gli anni ad ascoltare il rumore delle nostre identità, è come se mai ci affacciassimo fuori di casa posando lo sguardo sulla terra e sul cielo, sugli esseri e sui processi che li coinvolgono.
Il bilancio di una vita trascorsa ad occuparsi di sé è triste e, mi viene da dire, misero.
Occuparsi della trasformazione del proprio sentire, è quell’occuparsi di sé meschino? Read more…

Dice Marco, commentando il post Il superamento della nozione di straordinario e la realtà dell’ordinarioVisto che, credo, anche il libero fluire delle persone può essere considerato un atto creativo, ne approfitto per porre una domanda che mi è rimasta sospesa all’intensivo. Potresti delineare l’anello di congiunzione tra creatività e spiritualità? Certamente nell’atto creativo la mente è semplice strumento, o è del tutto assente, e questo già credo comporti una sintonizzazione con piani più alti…
Con il termine creatività definisco: Read more…

Il mattino di venerdì, mentre noi arrivavamo all’Eremo di Fonte Avellana, un gruppo di persone di varie nazionalità terminava l’intensivo di Vipassana durato dieci giorni: ci lasciavano un ambiente vibratorio ideale.
Una coincidenza interessante: usciva un modo di vivere la via spirituale profondamente ancorato al silenzio e alla pratica meditativa, ed entrava un mondo senza-forma che non è incernierato né sul silenzio, né sulla pratica meditativa e che supera la nozione stessa di via spirituale.
Dieci giorni di meditazione Vipassana sono una esperienza indubbiamente straordinaria, una prova. Read more…

Il solo avviarsi del processo del dare già ci libera.
Più il processo si consolida e diviene non solo intenzione, non solo pensiero ma si veste di affetto, di emozione e, infine, culmina nell’azione, più sentiamo realizzarsi la nostra vera natura e l’autentico scopo del nostro esistere.
L’amore è sostanza dell’essere e del divenire, l’alfa e l’omega delle nostre vite e ora assume la forma del ricevere, ora del dare; ora del sì, e ora del no; in un momento quella dell’esserci, e in un altro quella dello scomparire.
L’umano non ha difficoltà a prendere, ma non è un prendere sano perché è mosso dalla sua egoità. Read more…

Scrive una sorella nel cammino: In questi giorni percepisco un gran senso di solitudine. Fatico a relazionarmi col prossimo, non trovo argomenti, non sento vicinanza. Ad esempio, ho partecipato con piacere alle cene di fine anno scolastico […], ma, osservandomi in mezzo ad altre persone, mi sono sentita una disadattata. In quel palcoscenico sento il bisogno di fare un passo indietro, cosa vuoi fare altrimenti? […] Non c’è giudizio e non c’è identità che vuole riconoscimento. C’è solitudine, un’infinita solitudine interiore. Sarà una forma di deserto? Poco importa, oggi: in tutta onestà, sapere che altri nel cammino vivono la stessa condizione, non è di conforto. Read more…