UN MONACHESMO PER I SENZA RELIGIONE DEL TERZO MILLENNIO

È detto cuore grande, il cuore che è come la grande montagna, come il grande oceano, il cuore non parziale, non fazioso. Se porta in mano un ryō non lo considera leggero, se solleva un kin non lo pensa pesante. Avvolto dalle voci della primavera, non si sollazza negli stagni primaverili; anche se vede i colori dell’autunno, non per questo ha un cuore autunnale.
La competizione delle quattro stagioni è dentro un unico scenario, vede leggero e pesante con un unico colpo d’occhio. (E.Dogen, Tenzo Kyokun)

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Un corposo magma di connessioni nella mente [59G]

Un sistema d’ordine – come vi è stato già detto – si fonda su un insieme di connessioni che, utilizzando parametri del tutto soggettivi unitamente a parametri condivisi, ha il compito di mettere ordine sia nel mondo esterno, sia in ciò che si manifesta al vostro interno.

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I precetti: la liberazione momento per momento [Antai-ji3]

Kōshō Uchiyama rōshiDiscorso d’addio ad Antai-ji.
Come sapete il buddismo sottolinea soprattutto due concetti che in sanscrito sono detti rispettivamente anitya, che vuol dire “impermanenza”, “transitorietà” e pratītya-samutpāda, che  significa, detto in poche parole, che tutto ciò che viene in esistenza è prodotto di cause e condizioni, nulla si crea dal nulla né da se stesso, e niente è immodificabile. 

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Un sistema d’ordine governa azioni, emozioni e pensieri [58G]

Come abbiamo detto, i fatti sono neutri e assumono l’aspetto di sollecitazioni perché incontrano la vostra mente che applica un sistema d’ordine. Le sollecitazioni si scontrano con l’elemento debole di quel sistema, però voi lo riaggiustate e lo riadattate automaticamente sulla base dello scacco subito.

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Lo sballottamento interiore è un moto naturale [57G]

Eppure, affidandovi alla vostra mente, continuate a ipotizzare che, se riusciste a creare maggiore armonia, a quel punto il senso di caos si azzererebbe. Mentre è il contrario: quando in voi sussiste un ordine rigido, cioè una forte pretesa di armonia, diventano numerosi i fatti che possono minacciarlo e quindi avvertite intorno a voi una sensazione di caos molto estesa.

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Buddhadharma: la condizione di essere svegli [Antai-ji2]


Kōshō Uchiyama rōshi. Discorso d’addio ad Antai-ji.
Aprendo una volta sola la mano del pensiero, tutti i problemi si sistemano. Per quanto ci s’ingegni a mettere in ordine ogni cosa di testa propria, non ci si riesce. Infatti è la nostra mente che suscita tutti i problemi, e per questo dobbiamo aprire la mano del nostro pensiero. Ecco il significato di “lasciar cadere corpo e mente”, abbandono di corpo e mente. In quel momento tutti i problemi cessano. Vi è una breve poesia che dice:

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Il non omologato dalla mente diviene il ‘diverso’ [56G]

Fino a quando una sollecitazione viene letta come armonica, o appena un po’ disarmonica rispetto al proprio modo di intendere i fatti, nell’uomo non si creano difficoltà; anzi, normalmente viene vissuta come una conferma che rafforza il sistema d’ordine che lui si è dato.

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Cosa significa buddhadharma? [Antai-ji1]

Kōshō Uchiyama rōshi. Kyūdōsha. Il cercatore della Via. Discorso d’addio ad Antai-ji.
Dopo la morte del mio maestro Sawaki rōshi, nel 1965, sono divenuto l’abate del monastero Antai-ji. Dichiarai allora che non sarei rimasto in carica per più di dieci anni e mi sarei ritirato nel 1975. Ecco, quel giorno è giunto. Il tempo vola!

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Il sistema d’ordine: difesa dallo sballottamento [55G]

Nella via della Conoscenza, viene chiamata sollecitazione il semplice presentarsi di un fatto in sé: un evento naturale, una situazione di vita quotidiana o un’azione messa in campo dall’alterità. Sono tutti accadimenti che ognuno di voi interpreta, filtrandoli attraverso il proprio sistema d’ordine precostituito. Però la sollecitazione è neutra, né ‘positiva’ e né ‘negativa’, è ciò che è.

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