Intensivo del Sentiero 18-20 giugno,
Monastero di Fonte Avellana

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La Via del monaco non è un modello da imitare [vdm9]

La Via del monaco non è un modello da imitare è una condizione d’esistenza e un processo, uno stato d’Essere e di divenire.
Non si tratta di essere in un modo o in un altro, di essere coerenti con le scelte fatte e con quello che la Via del monaco chiede.

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La mente, non vedendo l’unità, crea gli opposti e si schiera [V24]

Vi è stato detto che quel che governa la vita è l’impersonalità, però voi vi sentite sempre chiamati in causa. Certo, poi dite che ci sono anche cose che non vi riguardano, cioè i fatti insignificanti, vale a dire tutto quello che non vi colpisce, non vi danneggia, non porta né gioia, né amarezza, poiché considerate vita solo quello che suscita il vostro interesse.

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Essere aderenti all’accadere [V22]

I fatti che scorrono nella vita non sono etichettabili, non sono comparabili, non sono misurabili, non sono adattabili e nemmeno evitabili: sono semplicemente da accogliere, poiché vivere è essere in ciò che accade senza alcuno sforzo per imprimervi sopra il proprio marchio e per renderlo utile alla propria trasformazione interiore.

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Le gioie del contemplativo

Conosco alcune gioie, due in particolare:
– quella di vivere la pienezza del presente, una pienezza incontenibile che esplode in flash prolungati;
– quella di morire a ciò che si è affinché sia solo il Reale: anch’essa si manifesta come flash prolungati.

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La vita liberata dai concetti e dagli obbiettivi [V21]

Quando – non si sa perché e non si può prevedere – la vita appare spoglia dei concetti, degli obiettivi e dei significati che ogni uomo le sovrappone, in quell’attimo appare la gratuità che lascia l’uomo immerso in un profondo silenzio, perché nulla si può aggiungere.

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