Contemplazioni, non commenti, sul testo della via della Conoscenza: il dolore per una perdita e la scomparsa di sé.
relazione
Dōgen, Busshō: commento (9) di J.Forzani a Busshō 9 [busshō9.17]
[Sommario AI] L’autore critica gli insegnanti di religione che non insegnano l’esperienza diretta dell’essere corpo, ma si limitano a un insegnamento teorico e formale.
L’autenticità della trasmissione spirituale risiede nell’onestà sia del maestro che del discepolo, nel loro impegno reciproco e nella condivisione del percorso, più che nella perfetta comprensione di una verità.
L’esempio dello “star seduto immobile” di Nagarjuna viene analizzato come simbolo complesso di un’esperienza. [/S]
Contemplazione: il sentire che è forma nelle relazioni
Una frase che mi colpisce: “Sento con te”. È possibile che altri sentano con noi e, nel divenire, quel sentire diviene gesto perché essi sono uno e indissolubili.
Siamo dentro a un turbine e veniamo trasformati [sentiero40]
Noi diciamo che bisogna osare, buttarsi senza reticenze, consapevoli o inconsapevoli che siamo. L’affiorare della dimensione dell’essere può avvenire solo passando attraverso l’esistere, solo dentro, nelle viscere dell’esistere prenderà forma la consapevolezza dell’essere.
Le menti sofisticate e l’officina esistenziale
Il Sentiero, in quanto officina esistenziale, è sempre stato occasione per perdere, almeno fino a quando ha avuto il suo maestro, fattore di scacco senza tregua.
Non la relazione in sé, ma ciò che da essa sorge [81A]
Quando ci si mantiene consapevolmente nel farsi del dono – soltanto e totalmente lì – allora si esprime un’azione che non fa parte dell’una e neanche dell’altra azione, attraverso le quali voi credete che il dono fiorisca.