Una contemplazione sulla compassione che non necessariamente si accompagna a vicinanza e simpatia.
compassione
Contemplazione: la compassione per la vittima e per il carnefice
Nel post di ieri ho parlato della guerra e di altri processi estremamente dolorosi per l’umano, come processi del sentire interni al Sentire Assoluto.
Contemplazione: la radice della compassione
C’è compassione quando c’è comprensione. La compassione, come l’amore, non è un sentimento, è il frutto maturo del sentire vissuto e strutturato.
Così vicini, così lontani [preparazione Forum 2]
C’è una vicinanza alle sorti dell’umano e di ogni creatura che non è data dall’identificazione ma dalla compassione: comprendiamo e sentiamo la comune trama esistenziale.
La compassione sa dare una ragione al dolore
Quanti sono i volti della compassione?
In quanti modi e a quanti livelli senti l’essere tuo,
quello degli altri, quello del mondo?
Il cammino dalla protesta e dalla ribellione, alla compassione
Una sorella nel cammino scrive: E poi ti sale una rabbia spaventosa, inutile, nociva, gli altri da noi non vogliono rabbia, vogliono sorrisi e assertività.
E sale il mostro, un mostro rosso che rivendica diritti, peraltro tutti giusti.
Ma perché non taci? Fai buon viso a cattivo gioco. Ti conviene. E invece no, lui esce come una vampata di un drago, un lanciafiamme. Rivendica giustizia, denuncia, dice.
Perché non taci? Guarda, osserva la miseria dell’uomo e non ti curare.