Il problema: ciò che non è conforme all’aspettativa [V25]

Ma l’uomo, di fronte alla vita, ama anche rifugiarsi nel concetto di ‘problema’, dietro cui nasconde la pretesa che tutto sia come lui si aspetta. Quella di ‘problema’ è un’etichetta che tutti voi utilizzate quando si presentano delle difficoltà e dei vincoli inaspettati o sgraditi, cioè quei fatti e quelle situazioni che non sono conformi con le vostre aspettative.

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Il dubbio che libera dalla gabbia dei limiti [V17]

Voi vi crogiolate nei limiti e, pur alle volte detestandoli, intimamente li coltivate e date loro grande peso e grande attenzione, convinti che, sforzandovi di superarli, diveniate più evoluti e così, paragonandovi agli altri, possiate dire di avere conquistato un’ulteriore tappa, al contrario dell’altro accanto a voi che vi sembra non procedere.

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Ogni essere parla di se stesso, mai di voi [V6]

Incalzato dalla via della Conoscenza, l’uomo inizia a osservare la vita con uno sguardo nuovo, perché il contro-processo lo porta a dubitare dei processi della propria mente, cioè di tutto quello che dipinge su ciò che è altro da e su se stesso, compresa l’abitudine di definire ogni cosa come riguardante sé o appartenente a sé.

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Il dubbio, la fede, l’esperienza del Dio vivente

Giovanni 6,16-21

16 Quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare 17 e, montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Era già buio e Gesù non era ancora venuto presso di loro. 18 Il mare era agitato, perché tirava un forte vento. 

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Identificazione e disidentificazione (La disposizione interiore unitaria 3)

3- Coltivare ed osservare il ritmo di identificazione/disidentificazione: spendersi fino in fondo e dubitare fino in fondo

Definiamo identificazione la disposizione interiore che conduce a sentirsi d’essere e d’esistere come una entità con una relativa definizione soggettiva, diversa dalle altre, che mentre pensa, si emoziona, agisce aderisce a questo sperimentare e lo considera una prerogativa a cui non rinunciare, pena il non-essere.

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I fatti, l’oggettività, il dubbio

Si può coltivare senza sosta il dubbio e la relatività del proprio e altrui dire e fare?
Se il nostro quotidiano appoggia sul dubbio e sulla relatività di ogni accadere, su cosa appoggia?
Sul simbolo. Non dunque su quella frase, né su quel gesto presi alla lettera, soppesati e misurati, ma sul loro portato simbolico.
Dubitiamo dunque delle parole, delle certezze, delle oggettività, di ciò che la mente e i sensi ci raccontano, ma rimaniamo vigili nel cogliere il portato esistenziale e simbolico di ogni accadere.

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