Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Tag: silenzio

Suona la sveglia: siamo nel cuor della notte, le 2.40; ci si veste in fretta e percorrendo il chiostro semibuio ci si avvia subito alla chiesa. Dalle vetrate si scorge, sul giardino del chiostro, lo stellato chiaro, o il lume della luna che inargenta il tronco della betulla e fa scintillare il vialetto di pietra. […]

Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Genesi 3, 9-10 Il “dove sei” non è certo rivolto alla collocazione fisica, la domanda investiga dove l’uomo ha appoggiato la propria attenzione, la consapevolezza e la […]

Il sabato molti non lavorano, la domenica quasi nessuno. Se non ci sono necessità urgenti, possono essere due giorni di raccoglimento, di gesti misurati e di poche parole. Di ridotta frequentazione, di tempo per stare in solitudine: osservando, ascoltando, tacendo. Affrontare la giornata sentendosi compenetrati da un silenzio che ci attraversa e ci pervade: il silenzio […]

Una parola in meno, un silenzio in più. Alcuni di noi hanno la necessità di dire e di fare e quando questa è un’esigenza di completamento della propria rappresentazione, del proprio personale diritto a dire “io” non c’è nulla da eccepire. La stagione della propria centralità non dura per sempre e, quando si è dei […]

Può un cammino interiore, spirituale ed esistenziale, non appoggiare su una pratica meditativa quotidiana? Non credo, non fino ad un certo punto almeno. Vedo, purtroppo, molta approssimazione e molto dilettantismo su questo tema; molta superficialità. Se si ha caro il proprio cammino, si è anche compreso che è necessario un ancoraggio quotidiano, un fermarsi e […]

Quando una parola o un gesto divengono rumore? Quando esprimono il nostro solo desiderio di esserci, senza essere compenetrati di osservazione, di ascolto, di accoglienza, di reciprocità. Allora al rumore generale assommiamo il nostro rumore e la cacofonia delle menti con i loro inutili bisogni diviene insopportabile.

Sorgere dal silenzio, da un’assenza di sé, da una non necessità di esserci. Qualcosa sorge non con il fine di dire, affermare, dimostrare, ma perché è attivata da una domanda. Nell’acqua calma del lago, un’onda sorge perché qualcuno vi ha lanciato un sasso. L’acqua non aveva alcun bisogno di creare l’onda, non le mancava l’onda.

Nel minuscolo teatro quotidiano personale, rappresentiamo il nostro esserci con una profusione di parole, di segni e di simboli. Bisognosi di sentirci vivi, calchiamo il piccolo palcoscenico senza curarci, spesso, né della qualità, né della quantità del rappresentato. Un passo indietro ci farebbe bene: un silenzio in più, un segno in meno ci permetterebbero un […]