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In poche righe mi pare che tu abbia sintetizzato molto efficacemente le sollecitazioni di quest’ultimo periodo. Il trastullo non è un male da eliminare, bensì un limite da riconoscere e interpretare dal punto di vista esistenziale. Che non sia “male” non significa che non abbia conseguenze sul processo di conoscenza – consapevolezza e comprensione. Il discepolo ha il diritto di trastullarsi, assumendone le conseguenze. Ma anche il maestro ha il diritto di non essere il trastullo dei suoi discepoli
…’addormenatarsi nel sonno del giusto’.
Ci sono due tipi di sonno per quel che ho potuto vedere.
C’è il sonno prima di iniziare un percorso in cui non vedi niente, c’è poi il sonno del dopo aver iniziato consapevolmente un percorso, quando la mente aderisce a un paradigma e sembra che la sofferenza e i blocchi nella comprensione siano solo un ricordo lontano.
Poi ti accorgi che non è così, che anche quando credi di aver capito tutto la vita comunque ti manda delle scene che non credevi potessero tornare.