Il superamento della via spirituale ed esistenziale

Muovo queste considerazioni a partire da un post in “Si fa sera” di Roberto DE.
Roberto DE parlava di Berrino, della salute, dell’alimentazione, della cura di sé.
Qui voglio parlare dell’approccio dei mille Berrino e di quello mio personale alla vita.

Ho conosciuto la via della politica, la mistica della politica.
Ho conosciuto la via dell’alimentazione, la mistica dell’alimentazione.
Ho conosciuto la via dell’ecologia, la mistica dell’ecologia.
Ho conosciuto la via del terzomondismo, la mistica dei poveri e del necessario per tutti.
Ho conosciuto la via della spiritualità, la mistica dell’Unione.

Tutto questo ho conosciuto, sperimentato e certamente in parte compreso, ma tutto questo, oggi, ha per me ben poco significato.

L’umano non può che guardare alle cose dal “basso”, dal dettaglio: la politica, l’alimentazione, l’ecologia, ecc.; non può cioè che afferrare un aspetto del reale quotidiano e da quello risalire al Reale unitario.

Ambiti specifici sono dunque porte per entrare nella casa unitaria.

Questo è l’approccio proprio di gran parte dell’umanità, ma non è il mio: non ho interesse per questo approccio che parte dal particolare che interessa il soggetto, per risalire al reale non soggettivo.

Sono attento alla politica, all’alimentazione, all’ecologia, alle questioni dello sviluppo, alla via spirituale e proprio perché sono attento a tutto questo simultaneamente e conferisco grande importanza a ciascuno di questi temi esistenziali, nessuno di essi prevale, nessuno è via privilegiata: il vivere è via privilegiata.

Il vivere, ovvero lo sperimentare e il sentire tutto questo, assieme allo sperimentare e al sentire i mille fatti del quotidiano: la politica è divenuta fatto ordinario del quotidiano come lo sono l’ecologia, la povertà, la spiritualità.
Sono divenuti fatti, non più vie al Reale.

Oggi non ci sono più vie al Reale, c’è il Reale che si mostra nei fatti.

Non c’è più colui che il Reale cerca attraverso la sperimentazione prioritaria di questo o di quello, ovvero non c’è più colui che sale il sentiero verso il monte, tutto questo è finito: c’è stato, è stato funzionale, è finito.

Oggi ci sono i fatti del Reale, Reale essi stessi, che impattano su di un centro di sentire e producono modificazioni di varia natura.

Questi fatti provengono da ogni direzione, non in prevalenza da una: ecco la fine di qualsiasi via.

È scomparso il soggetto, con la relativa interpretazione di sé, che seguiva questa o quella via: è affiorata la centralità dell’esperienza unitaria dove ogni fatto dichiara la propria natura e produce mutamenti nel centro di sentire inevitabilmente condizionato dal divenire.

Definisco questa condizione di sperimentazione come unitaria, priva di qualsiasi via, unilateralità, settorialità.
Definisco altresì come duale qualsiasi via settoriale.

Ciascuno percorre la via adatta a sé, e su questo non ho niente da aggiungere, non essendo questa migliore di quella.
Alcuni non hanno più alcuna via, e anche su questo non ho granché da aggiungere se non l’interpretazione che ho esposto e che forse può essere utile.


9 commenti su “Il superamento della via spirituale ed esistenziale”

  1. Un tempo ero attratta da coloro che di un ideale facevano la loro missione.
    mi sembrava eroico battersi per questioni sociali, piuttosto che ecologiche e cosi’ via.
    Ora, quella visione,mi sembra molto infantile.
    Pur riconoscendo il merito, di taluni personaggi, poi ne ho colto anche i limiti.
    Davvero diventare adulti nella Via Spirituale, comporta un approccio unitario, dove nulla prevale e non ci sono piu’ i guru da seguire.
    Una costante attenzione verso i moti interiori e una onesta disponibilita’ a superare i propri limiti, ci avvicinano alla visione del Reale.
    Mi accorgo sempre di piu’, di quanto questo richieda dedizione e coerenza.

  2. Grazie!
    Mi interrogo se e quanto ho compreso del tuo sentire che hai condiviso, concettualmente chiaro.

  3. Quel grado evolutivo che permette la simultaneita’ di visione, di sentire, di interpretazione….e’ la condizione di chi sta in alto e che facilmente, con un colpo d’occhio, coglie molteplici aspetti perche’ ampio e’ il suo orizzonte.

    Le vie percorse di cui parli hanno permesso l’accesso allo stato odierno di apertura alla vita, intendendo per vita l’esperienzialita’.

    E’ questo un tempo maturo in cui nulla prevarica e l’equilibrio domina.

    Felice per avercelo condiviso

  4. “Ciascuno percorre la via adatta a sé.
    Tanto percorsi specifici e personali prima di raggiungere la comprensione che la via è unitaria o che non c’è più via ma visione unitaria del Reale.
    Grazie per la visione che ci hai trasmesso.

  5. È grazie all’esperire che si trova la propria soggettività e la possibilità di superarla.
    Così sia…

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