Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Le fondamenta della vita interiore e di quella spirituale

La presunzione di avere una vita interiore e spirituale rimane nascosta agli occhi di molti di noi.
Cosa ci rende persone della via interiore? Le idee che professiamo?
Cosa ci qualifica come interni alla via spirituale? Una meditazione ogni tanto?
Vediamo la presunzione negli altri, ma in noi ci rimane difficile: finché non la vedremo, non comprenderemo nemmeno quanto lunga sia la strada che dobbiamo percorrere per affacciarci sulla Realtà.
L’ignoranza ci ottunde lo sguardo: coniugata con la preclusione e il pregiudizio, ci acceca.
Un esempio: il termine “peccato”; al pronunciarlo si levano le barriere interiori sedimentate attraverso la formazione e la cultura.
Sono mai andato a cercare l’etimo e il significato vero e profondo di quel termine? Oppure mi basta avvertirne l’insana risonanza interiore per allontanarlo, e insieme ad esso respingere un mondo?
Basterebbe chiedersi: perché mi disturba? E scoprire che c’è uno spazio lasciato lì e mai più indagato: l’impronta che il mondo ha lasciato su di noi mentre crescevamo e che costituisce un’area piuttosto vasta del condizionamento che opera nella nostra emotività, affettività e cognitività ogni giorno, ad ogni ora, davanti ad ogni fatto.
Se abbiamo fatto i conti con presunzione, ignoranza e pregiudizio, forse allora possiamo guardare più chiaramente nella vita interiore e inoltrarci in quella spirituale.
Le fondamenta della vita interiore:
– la conoscenza di sé;
– la consapevolezza del proprio mondo interiore conscio e inconscio, per quanto dato a ciascuno;
– la disponibilità ad imparare vivendo ed offrendosi alla vita senza timore.
Su queste fondamenta appoggia poi una vita spirituale sana e potenzialmente feconda.
Cosa qualifica la vita spirituale:
– la pratica della presenza al Reale che viene e che è;
– la pratica del vivere che coniuga il compreso al pensiero e all’azione;
– la pratica dello sperimentare il non compreso alla luce del compreso personale e di quello intuito e appreso attraverso la trasmissione tra sentire.
Continua.

I post successivi relativi alle fondamenta della vita interiore e spirituale:
2- La pratica della presenza al Reale che viene e che è
3- Dal sentire all’azione: coerenza, autoindulgenza, umiltà
4- Sperimentare il non compreso alla luce del compreso


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  1. Hai ragione Robi. Personalmente so di avere, molti pregiudizi. Quando li esprimo ad alta voce, a volte mi accorgo che ciò che dico manca di consistenza; sento la differenza delle parole pronunciate perché frutto di una comprensione e quando invece, esprimono il mio bisogno di affermazione. Grazie perché riporti sempre tutto ad un principio di Realtà. Che non è facile comprendere, ma proprio per questo dobbiamo essere vigili, sgombrando il campo da tutto ciò che confonde e offusca la conoscenza di sé.

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