Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Abbiamo bisogno di tempo per comprendere

I giorni altro non sono che il calendario delle possibilità di comprendere: non un’ora, non un giorno che non portino una possibilità di profondità, di discesa nel ventre del vivere e dell’accadere.
Comprendere è il frutto della discesa nelle viscere di ciò che viene.
Il comprendere inizia con lo sperimentare attraverso i sensi; prosegue con il capire cognitivamente ciò che la situazione porta; si veste, quando si è pronti, di consapevolezza e di presenza; mette in evidenza il limite del non compreso ed infine, nel tempo ed attraverso ripetuti tentativi, struttura una tessera di sentire, una comprensione che va ad assommarsi a tutte le comprensioni già acquisite e amplia il grado di sentire complessivo.
Abbiamo bisogno di tempo, di pazienza, di dedizione e di obbedienza al procedere interiore che prende la forma dei giorni, del processo.
Abbiamo bisogno di non lasciarci distrarre e invadere dalla identificazione, dai bisogni, dai giudizi, dalle aspettative.
E abbiamo bisogno, dandoci tempo, di rimanere focalizzati con l’attenzione sul singolo passo: dobbiamo avere chiaro l’orizzonte e il singolo passo, simultaneamente.
Se dimentichiamo l’orizzonte, quando il deserto della routine ci invade, ci sembra ci sia solo sabbia, perdiamo la capacità di vedere la vita che attraversa il deserto, travolti dal rifiuto di esso.
Abbiamo bisogno di tempo per comprendere, perché solo quando un velo cade si mostra il livello successivo che ancora non è stato né svelato, né indagato, né tanto meno assimilato.
La realtà, così come ad ogni ora e ad ogni giorno viene, altro non è che la natura dell’Assoluto nella forma del divenire: quanti veli debbono ancora cadere affinché lo sguardo sul Tutto sia limpido?


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  1. Per molto più semplice lo sguardo sull’orizzonte che sul singolo passo, anche perchè il lavoro procede su più fronti contemporaneamente, o meglio le officine aperte sono più di una…c’è la famiglia, la coppia, il lavoro… La sabbia, o la nebbia come la chiamo spesso io, a volte ci avvolgono e ci rendono difficile mettere a fuoco il passo successivo, ma è nell’affidarsi che trovo la mia risposta, nel lasciar scorrere quel tempo che porta a maturazione le cose e che fa posare la sabbia dopo la tempesta e diradare la nebbia.

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