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Condivido e sento profondamente ogni parola sassolino goccia di Francesca.
Quella cosa che chiamiamo imperfezione, che smuove, smussa, ci devasta pure, che al contempo ci ricrea…beh,sia benedetto tutto questo. E’ solo non ascoltando profondamente, che asseriamo che da tutta questa sofferenza non venga nulla di buono ed opportuno per i processi di ognuno. Penso a tutte le mie imperfezioni, consce ed inconsce che siano e siano state…cala il silenzio: più nessuna parola da proferire, nessun commento giudicante massacrante da aggiungere, muore per un istante il pormi domande. Si diffonde il silenzio e sorge un’infinita tenerezza per quell’Uno dai mille volti
Molto interessante… imperfetti noi, imperfetti anche altri piani di esistenza… possibile… distorsioni possibili su più piani, ma…
Come genitore non posso non vedere che se non mettiamo intenzionalmente delle bombe accanto ai nostri figli spesso lo facciamo inconsapevolmente.
E, soprattutto, quante volte vediamo i nostri figli (per te Eddy forse può essere un collaboratore più giovane, un figlio…) andare a braccia aperte incontro alle bombe e sentiamo di dover sospendere l’impulso a evitarlo, sentiamo il dovere di farci da parte, di inibire la spinta protettiva.
Abbiamo l’esperienza di apprendere attraverso processi che ci calano, che ci sprofondano, nell’imperfezione… è così per tutti, forse anche per altri piani di esistenza, chissà.
E allora ci troviamo ad inchinarci e a benedire le bombe nelle vite nostre e dei nostri figli, la molta imperfezione, la dolorosa imperfezione, la faticosa, assurda, ingiusta, incomprensibile, indispensabile, imperfezione.
Quella che vorremmo metterci in spalla per di evitarla all’altro, essere malati al posto loro, essere morenti al posto loro, essere pazzi, essere discriminati al posto loro… quella lì, quella che interpella, spinge, trasforma, sposta, annulla, crea.