Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

E’ perfetto, a parte un paio di errori..

E’ da tempo che un dubbio mi sta divorando.
Questa perfezione di cui si parla nel post di Elisa, che in alcuni rari momento ho assaporato, potrebbe contenere delle distorsioni?
Potrebbe essere che nell’essere umano si siano cristallizzate in profondità dei dati che generano un comportamento anomalo?
Potrebbe essere che questi dati derivino in parte da dei piani di coscienza più ampli che a loro volta hanno subito delle distorsioni anomale?
Per rendermi la cosa masticabile l’ho posta su di un parallelismo piuttosto pratico basato sulla proporzione “come in cielo così in terra”.
Anche se non sono padre, mi figuro che non cercherei mai volutamente di creare delle condizioni esterne a mio figlio per le quali possa subire dei grossi danni, insomma non gli metterei una mina antiuomo di fianco al letto …
Allora come è possibile che “il padre nostro”, intendendo la realtà che ci permea e ci genera, crei continuamente delle condizioni di una violenza ed una tragicità che a volte vanno oltre l’immaginazione più truce?
Così come alcune volte ho assaporato la perfezione della realtà, altre volte ho avuto il dubbio che ci siano degli “errori di programmazione” che interessano la realtà su una scala molto amplia.
Certo, essendo un dubbio, arriva dal piano mentale, dalla protesta, dalla non accettazione, dal vittimismo portato al suo parossismo, ma … anche questo potrebbe essere uno schermo.

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  1. Condivido e sento profondamente ogni parola sassolino goccia di Francesca.
    Quella cosa che chiamiamo imperfezione, che smuove, smussa, ci devasta pure, che al contempo ci ricrea…beh,sia benedetto tutto questo. E’ solo non ascoltando profondamente, che asseriamo che da tutta questa sofferenza non venga nulla di buono ed opportuno per i processi di ognuno. Penso a tutte le mie imperfezioni, consce ed inconsce che siano e siano state…cala il silenzio: più nessuna parola da proferire, nessun commento giudicante massacrante da aggiungere, muore per un istante il pormi domande. Si diffonde il silenzio e sorge un’infinita tenerezza per quell’Uno dai mille volti

  2. Molto interessante… imperfetti noi, imperfetti anche altri piani di esistenza… possibile… distorsioni possibili su più piani, ma…

    Come genitore non posso non vedere che se non mettiamo intenzionalmente delle bombe accanto ai nostri figli spesso lo facciamo inconsapevolmente.
    E, soprattutto, quante volte vediamo i nostri figli (per te Eddy forse può essere un collaboratore più giovane, un figlio…) andare a braccia aperte incontro alle bombe e sentiamo di dover sospendere l’impulso a evitarlo, sentiamo il dovere di farci da parte, di inibire la spinta protettiva.
    Abbiamo l’esperienza di apprendere attraverso processi che ci calano, che ci sprofondano, nell’imperfezione… è così per tutti, forse anche per altri piani di esistenza, chissà.

    E allora ci troviamo ad inchinarci e a benedire le bombe nelle vite nostre e dei nostri figli, la molta imperfezione, la dolorosa imperfezione, la faticosa, assurda, ingiusta, incomprensibile, indispensabile, imperfezione.

    Quella che vorremmo metterci in spalla per di evitarla all’altro, essere malati al posto loro, essere morenti al posto loro, essere pazzi, essere discriminati al posto loro… quella lì, quella che interpella, spinge, trasforma, sposta, annulla, crea.

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