Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Perfetto

Un riflessione a margine del gruppo di approfondimento “il Tarlo” dell’11.11.12 il cui tema era:
L’attività residuale della vittima.

Tutto è perfetto. Perfetta la pioggia che cade sulle foglie gialle e rosse del giardino.
Perfetto il pettirosso che sfreccia veloce e dice… chissà cosa dice. Perfetta la mia ignoranza di quel che dice e perfetta la mia curiosità lasciata insoddisfatta.
Perfetto essere albero in autunno, quercia, pioppo, noce… perfetto essere foglia di un noce, rossa, gialla, ora accartocciata in caduta libera. A terra. Perfetto marcire con questa terra che ha nutrito le mie radici, sostiene il mio tronco.
Perfetto arrivare in tempo. Perfetto arrivare in ritardo. Perfetto non arrivare affatto.
Perfette le mie gambe aperte ad accogliere il fuoco della terra, il sole della vita. Perfette le mie gambe chiuse come nella bare strette quelle dei morti. Chiuse le gambe nelle concluse  vite.
Perfetto il mio cuore in queste parole. La loro vibrazione nel cuore.

Perfetto l’assassino. E il cuore ha un sussulto. Perfetta dunque la vittima? E la mente si ribella. Rabbia, paura. Cerco tra i fogli della mia mente la definizione. Perfezione…in che diavolo di accezione? La mia enciclopedia non la contempla ancora.
E risuona il vangelo “siate perfetti come il padre vostro che fa nascere il sole sui giusti e sugli ingiusti, fa piovere sui malvagi e sui buoni”.
Sento la pioggia che cade dalle foglie gialle rosse e da quelle cadenti…si sta come d’autunno.
Il pensiero vacilla sull’albero della mia povera mente e cade. Risuona la compassione del buddha e fa vibrare la meschinità del cuore che si vorrebbe schierare con le vittime, con una parte sola e impugnare falci e spade e martelli. Ma per quale rivoluzione? per ridiventare ancora carnefice?
E sorride il buddha e la pioggia e il sole del vangelo accarezzano la toga che ho indossato nel tribunale della mia piccola mente. Piove anche su di lei e il sole risplende. nello stesso identico attimo sole e pioggia insieme risplendono e l’arcobaleno è ponte tra me e hitler, ciausesku, il vicino che mi ha ucciso il gatto, il cacciatore che mi ha ucciso il cane. Tra me e tutti quelli che il mio cuore ha ucciso. Tra il mio piede e le formiche calpestate, uccise. Tra me e la gallina che mi ha nutrito con il suo uovo perfetto, la sua carne perfetta… perfetta davvero la sua morte per me?
Perfetto il latte della mucca ma perfetta anche la sua morte? la sua vita rinchiusa in spazi angusti per ingrassare la mia fame di carne? Perfetti i vitelli ma perfetta anche la loro vita spezzata anzitempo?
Perfette le foreste. Ma perfetto pure il loro taglio per farne pascoli – pure perfetti nella bellezza del loro verde – per nutrire le carni degli hamburger dei macdonalds dei nostri figli?
E il figlio della mucca dagli occhi miti che mi insegna la mitezza avrà ancora negli occhi la profondissima quiete della madre mentre rumina nel mio ventre? Forse

Ma il ricordo di D. morto così giovane piange ancore nel cuore con un lamento così greve che fa piovere lacrime. Perfetto? Questo è perfetto? I suoi bimbi sono perfetti ma nella mancanza radicale che sentono, nel loro occhio svuotato ormai di lacrime, di sorrisi, di tutto,  sono ancora perfetti? Forse.
Ma il mio cuore piange, piange la mente, piange la mia carne.
Nella danza della terra i miei passi hanno il peso della morte che li trascina in basso. E le mie mani vorrebbero fuggire in alto, ali le mie braccia che rincorrono il volto trapassato. Oltre, e invece le ritrovo immobili tralci nell’inverno della vite che non dà frutto. Manca ancora il vino alla tavola della mia vita.
Perfetto: per-facere.: del tutto, completamente fare. Ma qui, nel cuore della vita, ancora non tutto è compiuto. Cerco nel povero greco teleios-teleioi…forse aiuta. Fino a quando?
Chi trasformerà per me l’acqua in vino? Chi il sangue in pioggia innocente sulle foglie della vita? Chi farà pascolare insieme il mio lupo e il mio agnello, la mia aspide e il mio bambino? Chi tergerà le lacrime dal volto e chi  farà scorrere ancora  latte e miele  dagli occhi dei figli di D.? Il loro cuore farà pace col cielo? Ti perdonerà mai la tua perfezione?
E la mia imperfezione sarà perdonata lì dove ancor cerca falci e martelli e lì dove si consola in una quiete quasi perfetta? Nel ritardo perpetrato ai danni della vita?
Eppure ti cerco… ma ra na thà antico. Il tuo volto io cerco… Perfetto nel volto di eddy, di edith, di elena, di roberto, di luca, di anna, di teresa, … in voi, arazzo del mistero della vita

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  1. Silenzio…la mente tace, non rigurgita più, non adesso.
    Il centro trabocca, di acqua e amore che inonda ed abbraccia ogni cosa, nulla escluso. Grazie Elisa, chiunque tu sia: le tue parole sentite, scritte in questo corso d’acqua stabilizzano, e sì, condivido, umanizzano.

  2. Grazie Elisa. E’ un testo intimo e pieno della tua umanità, dello sguardo tuo sulla vita. L’ho pubblicato molto volentieri perché ci parla dei nostri dubbi e difficoltà di fronte al reale, ci mette coi piedi per terra, ci umanizza.

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