Riflessioni e contemplazioni nel Sentiero 6

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Ultimo brano: 14 | 1.12 | 8

14. Le identità cercano appigli e appoggi per sostanziarsi, ma in realtà esiste solo l’attimo presente e la sua subitanea scomparsa.
Noi sviluppiamo la capacità di lasciarci attraversare da quell’attimo sentendolo con tutti i sensi di tutti i corpi, lasciandolo andare senza indugio.

13. Una comunità di monaci è un braciere di fuochi: non tutti i carboni bruciano allo stesso modo, ma il fuoco comune compensa e trascende ogni limite.
Una comunità di monaci affonda le radici nelle comprensioni di sé che ciascun monaco coltiva: se vedo chiaro nel mio essere, nella vocazione che mi chiama nella radice dell’esistere, il mio fuoco sarà vivido, il mio contributo vitale.

12. Quando si valica il confine che conduce dal conosciuto a una terra nuova, bisogna osservare attentamente ogni segno ma, soprattutto, bisogna mantenere salda la connessione con la propria vocazione, con la radice che ci rende quello che siamo.
Il monaco deve ricordare chi è, perché obbedisce a ciò che è, dove conduce la sua vita, cosa implicano le sue scelte.

Il passaggio del confine è sempre un momento di grande interrogazione e di dedizione profonda al fuoco interiore: è quel fuoco che ci sostiene, da esso sorge la forza per affrontare e discernere il nuovo.
Non fate alcun passo se non avete una salda connessione con ciò che vi costituisce nella Via.

11. Mai saprò se quella parola che ho pronunciato a te è giunta, se tu hai avuto modo di ascoltarla.
Mai saprò se della pagina di questo libro che chiamiamo la nostra vita, stiamo leggendo le stesse frasi.
Allora, in questa luce, il rammarico per la sofferenza che ti posso aver provocato, si attenua: tutto ciò che ho operato era da me e per me, svelava me.

10. Vivo da tempo un conflitto con la spontaneità del fluire di ciò che sento.
In molte situazioni affluisce un sentire rispetto a una persona o a una situazione e, nella naturalezza della relazione, chiede di essere comunicato e condiviso.
Salvo poi un quasi subitaneo ripensamento, l’inserirsi dell’identità che valuta, pondera, giudica, stronca la sincerità di quell’impulso.

Questo mi porta a cancellare messaggi, o a modificarli mille volte. Il timore che si nasconde dietro questo comportamento è quello di non essere compreso, quello d’invadere, quello di condizionare.

La mente, con le sue valutazioni, si somma al sentire e ne esce un cortocircuito che produce una paralisi. In questo periodo non ho contatti con nessuno, esclusa Nadia, quindi il problema è sottotraccia, ma è chiaro che parla di una spontaneità fortemente condizionata dal passato, contestuale alla revisione che sto facendo di tutto il mio operato in 30 anni di trasmissione.

È anche chiaro che questa modalità di revisione, condotta in solitudine, è profondamente tarata e soggetta alle molte amplificazioni e distorsioni operate dall’identità. 26.11.22

Non c’è creatura che non sia una meteora nel suo viaggio incarnativo, esserne consapevoli infonde una profonda gioia.

9. La mia intenzione è sempre stata quella di trasmettere un’esperienza di unità e, così facendo, creare le condizioni interiori nella persona che le permettessero di liberarsi dei veli e fare la stessa esperienza.
Se stai con qualcuno che conosce l’unità, e se l’aneli, tendi a essere estremamente ricettivo, a vibrare sugli stimoli di fondo, sulle corde esistenziali fondamentali per te e per tutti, ma anche a reagire a tutto ciò che su quelle corde non c’è, frequenze che ti urticano, che ti provocano, che ti mettono in scacco – perché parlano delle tue opacità – inducendoti a reagire, a fare chiarezza, o a fuggire.

Questa trasmissione non poteva che avvenire all’interno di un’officina esistenziale: si insegna a una classe di allievi, ma si trasmette a dei discepoli in un’officina, o nel rapporto uno a uno.
L’officina esistenziale e l’accompagnamento sono stati il cardine di questo tentativo.

La trasmissione doveva avvenire attraverso la testimonianza e per mezzo di ciò che scaturiva dalla relazione, di qualunque natura fosse.
Testimonianza e relazione, relazione e testimonianza in un corpo a corpo teso allo svelamento, all’acquisizione di consapevolezza, all’emersione del fuoco interiore che vuole il cambiamento, al frantumarsi dell’illusoria immagine di sé per dare spazio alla natura reale e autentica.

8. Un mantra (Daniele 57-87)
57 Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
58 Benedite, angeli del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
59 Benedite, cieli, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
60 Benedite, acque tutte,
che siete sopra i cieli, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
61 Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
62 Benedite, sole e luna, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
63 Benedite, stelle del cielo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
64 Benedite, piogge e rugiade, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
65 Benedite, o venti tutti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
66 Benedite, fuoco e calore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
67 Benedite, freddo e caldo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
68 Benedite, rugiada e brina, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
69 Benedite, gelo e freddo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
70 Benedite, ghiacci e nevi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
71 Benedite, notti e giorni, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
72 Benedite, luce e tenebre, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
73 Benedite, folgori e nubi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
74 Benedica la terra il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
75 Benedite, monti e colline, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
76 Benedite, creature tutte
che germinate sulla terra, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
77 Benedite, sorgenti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
78 Benedite, mari e fiumi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
79 Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell’acqua, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
80 Benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
81 Benedite, animali tutti,
selvaggi e domestici, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
82 Benedite, figli dell’uomo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
83 Benedica Israele il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
84 Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
85 Benedite, o servi del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
86 Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
87 Benedite, pii e umili di cuore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
(Pdf per la stampa)

7. Tutti dovremmo aver compreso che non esiste qualcosa di oggettivamente reale, e che la realtà percepita è il frutto di processi vibratori, aggregazioni di materie, filtraggi operati dai sensi dei vari corpi. È così per la realtà fisica, per quella astrale, per quella mentale, per quella akasica e per tutte le altre realtà.

Una Via non è altro che un aggregato di sentire, di pensiero, di emozione, di esperienza generato da un insieme. In questa nuova fase del Sentiero la questione assume una particolare rilevanza perché ora è più evidente il soggetto collettivo: ogni flessione nella tensione, nel fuoco, del soggetto collettivo diviene un appannamento del piccolo archetipo generato.

3. Dal momento che non si ha nulla da conseguire,
si è un bodhisattva.
Poiché ci si è interamente affidati
alla ‘Perfezione della saggezza andata oltre‘,
la mente non conosce ostacoli;
dal momento che la mente non conosce ostacoli
non si conosce la paura,
si è oltre il pensiero illusorio,
e si raggiunge il Nirvana.
Poiché tutti i Buddha
del passato, del presente e del futuro
si affidano interamente
alla ‘Perfezione della saggezza andata oltre‘,
conseguono la suprema illuminazione.
Sappi dunque
che la ‘Perfezione della saggezza andata oltre
è il grande mantra,
il mantra più alto,
il mantra supremo e incomparabile,
capace di placare ogni sofferenza.
Ciò è vero.
Non è falso.
Perciò io recito il mantra
della ‘Perfezione della saggezza andata oltre‘,
che dice:
andate, andate,
andate insieme all’altra sponda,
completamente sull’altra sponda,
benvenuto risveglio!
(Dal Sutra del Cuore)
Parte 1, parte 2 del sutra.

6. «Non temere, perché io ti ho riscattato,
ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
2 Se dovrai attraversare le acque, sarò con te,
i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai,
la fiamma non ti potrà bruciare;
3 poiché io sono il Signore tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
(Isaia 43)

5. Come l’Amore
splende il non amore,
se vuoti sono
il cuore e la mente.

4. Nella consapevolezza di ogni fatto
sentito con cuore libero e bambino,
tutto si ammanta di tenerezza.

3. Vivo l’esperienza vivida del creare la realtà, la consapevolezza della lente che focalizza la luce in un punto.
Il sentire, il pensare e il provare prendono forma naturalmente, allo stesso modo di come con la massa del pane, nella sua morbidezza e malleabilità, puoi modellare forme mutevoli.

2. Volevo aiutare. Ho fatto il primo volontariato a 17 anni, non ho più smesso. Per quasi un ventennio ho cercato la via, molti tentativi, tutti dietro a qualche causa, infine lo zen.
La spinta ad aiutare era indomabile, certo frammista alla manifestazione di me, ma di gran lunga preponderante, una corrente che attraversava i sogni e i pensieri, l’intenzione intera.

I trentanni d’insegnamento sono stati un lungo, a volte esasperante ed esasperato tentativo di aiutare nel modo migliore, più efficace, che più scendesse nel profondo delle persone che venivano qui. Ho sempre richiesto una interlocuzione alta a fronte di una dedizione senza risparmio.

Quando l’interlocuzione non era adeguata ho scalciato e prima o poi si è prodotta una scena di rottura: ho dato il massimo, ho voluto una risposta, una reazione, una attivazione che testimoniasse una dignità del rapporto, un esserci dell’altro, una presenza reale, non sfuggente, non nei ritagli di tempo e di disponibilità.

Ho gioito dei progressi, mi sono sentito uno zero quando l’altro dimostrava trascuratezza, noncuranza, insensibilità.
Questa tensione interiore non mi ha abbandonato mai ed è stata il fuoco che ha prodotto scene senza soluzione di continuità, una infinità di situazioni e di offerte, un fiume di contenuti.

Ho commesso errori: nella didattica, con le persone, ma ho cercato di mostrare la verità di quel che ero, convinto così di aiutare l’altro a liberare la propria verità.
Mi sono sentito umiliato quando l’altro, per proteggersi, mentiva, quando si nascondeva come un bambino in errore. L’umiliazione sorgeva dal non spendersi, dal rispondere al fuoco con la cenere.
L’umiliazione dell’umano, della Via, non tanto di me, sebbene la vivessi come una ferita anche alla mia umanità.

Ancora oggi, tutto in me fluisce con il fine di aiutare: una incontrollabile corrente creativa e d’Amore scorre appena sotto la superficie, qualcosa che non posso liberare, qualcosa che può divenire vibrazione e poco più.
Il Creatore avrà pietà di questa inquietudine che mi attraversa, ma essa è il Suo riverbero nei miei corpi, o almeno così mi riesce d’interpretarla, da sempre, alla fine.

1. Ci sono persone che di fronte a una scelta optano quasi sempre per il proprio bene. Ce ne sono altre che questo bene invece lo sacrificano senza grandi problemi.
Ho potuto stare in relazione con entrambe queste disposizioni e vedere la prima mi ha sempre prodotto dolore, contemplare la seconda mi ha dato fiducia in quanto di buono e grande c’è nell’umano. 21.11.22

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Catia Belacchi

13 – È proprio così come dici. Ogni carbone è diverso, ma se tutti sono accedi, il fuoco non langue.

Leonardo P.

12-13 Nel fondo del mio essere risiede la connessione con la sorgente e là la possibilità della condivisione del sentire.

Leonardo P.

1-“Ogni flessione nella tensione, nel fuoco, del soggetto collettivo diviene un appannamento del piccolo archetipo generato.” Riflessione che condivido e che sento. Qual è uno dei significati del non-oggettività della realtà? Che richiede la nostra cura.

Catia Belacchi

6 Isaia In questo passo di Isaia c’è tutto l’affidarsi all’Uno che sa sostenerci e sa ciò di cui abbiamo bisogno

Catia Belacchi

3 Questo passo del Sutra del cuore, non è di facile comprensione. Ad esempio l’espressione : la perfezione della saggezza andata oltre, la intuisco solo se la associo a :dal momento che non si ha nulla da conseguire si è un bodhisattva. Se non hai più desideri o interessi che occupano la mente, sei libero da “catene”, pertanto risiedi oltre la saggezza umana.

Catia Belacchi

Mantra Risuona di gratitudine è di incommensurabile vastità. È un inno delle creature per il Creatore.

Nadia

6- non conoscevo questo passo di Isaia, c’è commozione..

Leonardo P.

5. Se siamo sgombri di noi sappiamo vedere Amore anche nelle tragedie, nell’olocausto, ecc. Chiaro mi è il concetto meno a livello del sentire. C’è rabbia se penso a determinati episodi storici e di attualità. Ma evidentemente dove c’è rabbia dietro si annidano delle non comprensioni.

Lorena

Le parole non bastano ma….. Grazie,Grazie, Grazie.

Nadia

2 È la seconda volta che leggo, c’è fatica a commentare. Il tipo di relazione che hai insegnato, è la Relazione. Profonda gratitudine.

Catia

2 Che dire della persona che sei, dell’amore profuso? Noi, che abbiamo avuto il privilegio di seguirti, possiamo solo dire grazie per tutto quello che hai incarnato, per la vastità che ci hai mostrato, anche se poco abbiamo compreso.

Natascia

2. La più profonda gratitudine nasce per l’aver sempre insegnato la ricerca della verità. Non la consolazione, Non l’adagiarsi, Non il conforto di una routine ci hai proposto. Perchè solo quell’inquietudine, di cui ci hai mostrato i risvolti faticosi e difficili, possono liberarci dall’illusione. E se anche, un’infinitesima parte di questo ho appreso, ne colgo il grandissimo dono.

Leonardo P.

2. Un inchino profondo per la tua azione, per quanto costruito e fatto.

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