L’accoglienza interrogante, la relazione maestro discepolo

Le parole dette ieri da Roberto in “Via del Monaco” mi sono parse davvero fondamentali sotto diversi aspetti. Ho ripreso, tagliato e riportato qui un parte di quelle parole, evidenziando in grassetto alcuni nodi essenziali sui quali “sostare”, riflettere e interiorizzare.

Le considero importantissime anche per poter uscire da quel “impasse” che a volte sembra crearsi tra i membri della VDM e Roberto. Credo che avere una lucida consapevolezza dei rispettivi ruoli sia essenziale affinché il rapporto sia fruttuoso evitando di condurre al senso di frustrazione delle parti coinvolte.

I passaggi scelti formano un ideale post a cui ho voluto dare il nome di: “Essere accoglienza interrogante: la natura del rapporto tra discepolo e maestro nella relazione spirituale”

Viene una stagione in cui non ci sono più le domande di un tempo, in cui la tensione esistenziale assume un’altra forma.

[…] Ma io non parlo di queste domande, (quelle relative al paradigma, ecc. Ndr) parlo di una interrogazione, di un interpellare l’altro, la sua vita, i segni che manda.

Se dico qualcosa e tu sei teso all’ascolto, allora sarai tu a tirarmi fuori le parole, a generare scene importanti e creative.

Quando vi pongo il problema di cosa ne fate di me, o parlo della mia inutilità, non mi riferisco alla mia funzione di elargitore di risposte più o meno sagge.
È un rapporto esistenziale che deve prendere forma.

La mia funzione, ora, è sostenervi nell’accesso a questi livelli [di relazione], nel collaborare perché essi emergano e si svelino.

La ‘domanda’ è in fondo uno stato di accoglienza interrogante.
Questa è la concavità di cui parlo.
Affinché un contenitore possa riversare il suo contenuto in un altro contenitore, serve questa disposizione d’animo, e deve essere consapevole.

Allora la relazione diviene vivida, creativa, ricca esistenzialmente, anche nella modestia degli argomenti affrontati, o nella distanza fisica tra gli interlocutori.

Comprendete l’accoglienza interrogante, la vera natura di una relazione spirituale?

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3 commenti su “L’accoglienza interrogante, la relazione maestro discepolo”

  1. Leggo e rileggo questo testo, dalle parole mi lascio impattare.
    È finita una stagione.
    Sarò in grado di comprendere ed incarnare quell’accoglienza interrogante?
    Ciò che comprendo ora è, che fondamentale è l’Organismo e lo scambio all’interno di esso perché permettono di approfondire, ciò che a volte, per fretta o distrazione, non verrebbe colto nella sua profondità.
    Grazie.

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