La natura di Buddha e il Ciò-che-È

“Inizia, quindi, nella consapevolezza del respiro […] quella emersione della natura di Buddha, quindi potremmo dire della natura originaria, della mia natura originaria, natura buona […] di Buddha di cui io sono possessore […]; che già mi abita.”

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Il giudizio che blocca la manifestazione e la relazione

L’inadeguatezza è figlia del giudizio: mi sento inadeguato riguardo a uno standard che percepisco come vincolante per la mia espressione. La mente è davvero sottile e tenta di inserirsi dappertutto, anzi la mente è dappertutto considerando il fatto che nell’incarnazione dell’umano è una dimensione strutturale.

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La coerenza esistenziale nella Via del monaco [vdm10]

Come più volte si è ribadito, è chiaro che la fase formazione nel Sentiero sia finita e che, dunque, ora si tratta di saper incarnare quanto elaborato fino a qui.
Ecco una forte discontinuità rispetto al passato: là si chiedeva di strutturare una certa visione della realtà e di sé, qui si tratta di mettere in pratica quanto appreso.

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Il tarlo dell’Essere che mangia il divenire

Alcuni appunti.
La funzione (se così la vogliamo intendere) del divenire è quella di maturare la consapevolezza dell’inconsistenza di ogni “cambiamento” o “trasformazione” e dunque del divenire stesso.
Il divenire sopprime se stesso.

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