Vuoi vivere senza di me, bastardo!

Siamo nel cuore del Ciò-che-È con il post Gratuità: totale indifferenziazione di tutto ciò che è vita [39G]; siamo anche nel cuore della Via della Conoscenza e del Sentiero.
Perché vivere e agire se “niente di quel che si fa può apportare mutamento: nessuno muta alcunché, poiché niente si distacca da tutto è, che è predeterminato”.

Si può vivere senza scopo, senza finalità, senza il bisogno e la pretesa di cambiare sé, o l’altro da sé, o la vita?
Affrontiamo questa domanda da trenta anni e su questo abbiamo costruito una filosofia, una pedagogia e una didattica: si può vivere tra Essere e divenire, è la nostra risposta, nella consapevolezza simultanea delle due dimensioni.

Ma qui voglio approfondire brevemente la vita senza scopo.
Quello che alle menti sembra spaventoso, per me è meraviglioso: vivere l’adesso e niente altro, liberi dal passato e liberi da ogni futuro. Ho parlato di questo infinite volte.

Vivere senza zavorra: guardatela in volto questa dimensione, guardate la mente che si ribella, considerate che è come un istrice che arma gli aculei.
Vuoi vivere senza di me, bastardo!
Sì, ti accendo e ti spengo come un interruttore.

Questa è la sfida, fratelli e sorelle, basta vivere nella paura di perdere, di non essere, di non trovare senso, nulla di tutto questo è reale: il Ciò-che-È è reale, l’unica cosa reale.

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12 commenti su “Vuoi vivere senza di me, bastardo!”

  1. La prima volta che ho frequentato un incontro a San Costanzo ho chiesto se la ricerca del senso e dello scopo della nostra vita fosse una ricerca “lecita” e necessaria : io ho sempre cercato con ansia il senso della mia vita!
    Mi è stato risposto che il bisogno di darsi senso e scopi appartiene alla nostra mente e al nostro ego.
    La risposta mi ha spiazzato per la sua lucidità e perché rappresentava per me un modo nuovo di vedere le cose.
    Mi sembra che il seme di tale risposta abbia messo radici, ora ho meno domande su senso e scopo, ma sento la necessità di curare la piantina con letture e pratica: si tratta di una piantina ancora giovane.

  2. Sono passata dal vuoi vivere senza di me bastardo a una pace, forse un compromesso, o forse accoglienza.
    Ci sono stati tempi in cui il dialogo interiore era proprio con questi termini conflittuali. Oggi non è più così.

  3. Più mi alleggerisco di inutili fardelli più emerge il ciò che è. Cade il velo ed il momento è meraviglioso.

  4. “Questa è la sfida, fratelli e sorelle, basta vivere nella paura di perdere, di non essere, di non trovare senso, nulla di tutto questo è reale”.

    Verità sacrosanta. La vita identificata con i contenuti mentali è una vita fatta di paure di vario genere. In realtà esiste molto altro e molto più vasto.

  5. Grande verità nelle tue parole.
    È quasi un rapporto schizofrenico il nostro: la nostra mente che diventa nostra carnefice, decide per noi come se fosse altro da noi. Ed in effetti non è che un veicolo: siamo noi che le diamo lo scettro del potere. Capito l’inganno coltivare ogni istante la disconnessione.

  6. Si può vivere senza scopo quando hai imparato a non farti impattare più di tanto dagli accadimenti.
    Quando questi scorrono vivi con “facilità” il presente che accade, quando le comprensioni non sono giunte a completezza, insorge ancora la pretesa di cambiare sé, o non accettare certi ‘limiti “dell’ altro.
    Tuttavia comprendere l’importanza del ciò che è, fa mollare la presa su questa pretesa e tutto è più leggero.

  7. la paura del passato o del futuro ci condiziona tantissimo…
    non riusciremmo a vivere senza…
    spero avremmo modo di approfondire L’ argomento …

  8. “Si può vivere senza scopo, senza finalità, senza il bisogno e la pretesa di cambiare sé, o l’altro da sé, o la vita?”
    Quando alla vita ti opponi, sperimenti una grande stanchezza, difficoltà è dolore.
    Quando al suo flusso ti affidi sperimenti una leggerezza, una fluidità.

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