Il dubbio che libera dalla gabbia dei limiti [V17]

Voi vi crogiolate nei limiti e, pur alle volte detestandoli, intimamente li coltivate e date loro grande peso e grande attenzione, convinti che, sforzandovi di superarli, diveniate più evoluti e così, paragonandovi agli altri, possiate dire di avere conquistato un’ulteriore tappa, al contrario dell’altro accanto a voi che vi sembra non procedere.

Quest’inganno, però, poi si riaccende dentro di voi, perché, spostando lo sguardo un po’ oltre quella tappa da poco superata, scoprite in voi un nuovo limite, il cui superamento diventa la nuova meta di quel gravoso cammino che avete ridotto a una serie di tappe da conquistare come un trofeo necessario per confrontarvi con gli altri, e su cui, poi, radicare il vostro ‘io’.

Vi abbiamo già detto che in quel continuo impegno a superare un limite, e poi mettere in saccoccia il trofeo, pronti ad affrontarne uno nuovo, vi ritrovate sempre dentro la medesima gabbia, un po’ più delusi e amareggiati, ma soprattutto pesanti nei giudizi e nell’uso delle etichette.

Ecco perché il desiderio di superare limite dopo limite può affascinarvi solo in una prima fase del vostro percorso interiore, e poi essere lasciato andare, altrimenti vi mantenete al centro di un processo in cui, credendo di aumentare e affinare il vostro livello di maturazione, restate ben identificati nella vostra mente.

È il dubbio che può liberarvi da quella gabbia, togliere importanza ai limiti e farvi scoprire il fascino liberante del non-limite, che non parla mai di voi, né di nessun processo di maturazione, ma solo di ciò che c’è.

Però voi temete il dubbio, perché sapete che è nei limiti che vi riconoscete e che sono essi a dar senso al vostro processo di trasformazione. Attraverso i limiti acquistano importanza le vostre domande, le vostre mete e i vostri drammi evolutivi che sono lì a definirvi come soggetti in cammino.

La via della Conoscenza nega che i limiti vi appartengano, anche se vanno conosciuti e osservati, però privati dell’importanza con la quale dirigete tutti i vostri sforzi verso la vostra evoluzione.

Noi vi diciamo che non esiste alcuna relazione fra le azioni compiute e una progressione interiore; anzi, vi spingiamo a osservare che in tutto questo la centralità è il vostro ‘io’, mentre la vita e gli altri intorno a voi diventano uno strumento per conquistare nuovi progressi e nuove tappe in un processo che è di rafforzamento della vostra identità.

Fonte: La via della Conoscenza, “Ciò che la mente ci nasconde“, Vita, pag. 18-19.

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
Download libro, formato A4, 95 pag. Pdf
Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.


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7 commenti su “Il dubbio che libera dalla gabbia dei limiti [V17]”

  1. Concordo con Anna sulla questione del dubbio. Sì anche per me è così: il dubbio sorge spesso e guasta il divenire. Vedere come dietro ogni manifestazione ci sia l’io che tenta portarsi al centro della scena, ecco cos’è per me il dubbio. E questo “vedere” porta a sospettare di tutto. Credo che sia il “tarlo dell’Essere che mangia il divenire”.
    Processo in parte “destabilizzante” e non potrebbe e né dovrebbe essere diversamente. Ciò che sorregge è la fiducia: non toglie “l’inquietudine” ma la fa riconoscere come fattore permanente e necessario del processo.

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  2. E quando il dubbio prevale?
    Succede spesso che il dubbio sorge continuamente. Produce uno stato in cui i punti fermi traballano, una sorta di smarrimento, uno stato di “sospensione” in cui per forza, per stare, è necessario affidarsi esclusivamente al ciò che è, unico vero “appiglio”.
    È il sentirsi come un astronauta quando si trova in assenza di gravità: solo la conoscenza, l’esperienza già fatta e la fiducia che sostiene sono in grado di permette lo stare fuori dalla gabbia.

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  3. Tema interessante e sfaccettato.
    Ogni volta che percepisco di rimbalzare sul confine di un limite, sono spinto ad indagare, a spingermi oltre.

    Francamente ho sviscerato poco le motivazioni che generano questa spinta, le ho quasi sempre considerate una sorta di motore naturale, un indicatore per il passo successivo.

    Spesso il processo di indagine relativa al limite manifesto e’ piu rilevante degli eventuali risultati che ne conseguono ed il dubbio, il mettere in discussione tutto quello che si conosce o si presume di conoscere a riguardo, e’ uno fra i primi strumenti che entra in gioco.

    Mettendo in atto un processo logico mi viene da dire che interpretare la spinta ad andare oltre ad un limite come una faccia del limite stesso, potrebbe essere un retto approccio, anche se il rischio di attorcigliarsi in sterili processi filosofici e’ piuttosto alto.
    Alla prossima occasione tentero di stare piu in guardia e vedere che succede.

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  4. Questa “via della conoscenza” offre spunti e chiavi di lettura che sembrano “più avanti” rispetto a quelli di altre fonti, incluse diverse parti del cerchio ifior.

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  5. Colgo l’importanza del tema proposto, in questa fase così delicata del cammino comune.
    Riconosco il dubbio e la fiducia sono gli strumenti imprescindibili per un percorso di conoscenza.

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