Ci interpretiamo come continuità e come frattura [36G]

Per riassumere, mentre il principio di causalità fa parte dell’abituale logica con cui la mente dell’uomo interpreta ciò che accade, il principio di gratuità viene posto in campo qualora l’uomo senta il bisogno di trovare comunque una risposta che lo soddisfi laddove gli pare non essercene, vale a dire tutte le volte che i conti non gli tornano.

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Una insostenibile aridità: il grande boh! [34V]

Il silenzio interiore, che non è il silenzio delle parole – anche se porta all’attenzione e alla consapevolezza delle parole che si esprimono – conduce dentro a un tunnel che spalanca le porte a un deserto interiore in cui tutti i concetti entrano in crisi, soprattutto l’idea di essere un’individualità in cammino.

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Ogni atto è in sé sacro [V33]

Voi uomini siete parte del tempo della vita, semplice presenza nei fatti che accadono, ma non lo riconoscete, perché siete identificati nella vostra mente. Sui fatti e sugli altri costruite concetti per imprimere il vostro marchio e per esserci come un ‘io’ disgiunto dall’unità dell’essere, sentendovi i protagonisti di ogni azione.

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Ordine e guazzabuglio: gli opposti che la mente usa [V31]

Un partecipante: Avere delle priorità significa dare un ordine alle cose.
No, significa subire un ordine, cioè costringervi lì dentro. Voi uomini vi sentite spesso obbligati a mediare fra aspirazioni vostre e altrui, fra vincoli e opportunità, vale a dire fra azioni mosse da un desiderio e situazioni esterne che temete possano inibirle.

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Il mondo per sé, il mondo in sé [V30]

L’uomo si ribella a sentirsi dire che il tempo non gli appartiene, però è così. Tutto accade e niente è a sua disposizione: non il tempo, non gli altri, non la realtà che diviene. Tutto non-è, ma si può anche dire che tutto è vuoto assoluto.

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Mai vivete l’altro come ciò che c’è in quel momento [V29]

Mentre state vivendo un fatto presente, già costruite su di esso delle ipotetiche conseguenze, e quindi lo vivete in base a ciò che non c’è. In quel momento siete collocati fisicamente nel presente, ma con l’attenzione rivolta al mondo mentale, intenti a costruire interpretazioni ‘possibili’ da sostituire a ciò che c’è.

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