I limiti dell’indagine esoterica nella via contemplativa (Appunti)

Rispondendo a Catia, affermo: Quando dico di non interessarsi di Dio intendo dire di non lasciarsi catturare da tutta l’indagine esoterica su Dio, sul reale e quant’altro.
C’è uno spazio per questa indagine, e noi l’abbiamo frequentato, ma poi bisogna anche abbandonarlo perché è improduttivo.

Genera una quantità di pensiero tanto grande quanto inutile.
Comprese alcune cose di base, ci si concentra sul lavoro di ogni momento e si lascia da parte la speculazione.

Sono profondamente convinto di questa affermazione. Molti anni fa, dopo aver letto e studiato tutto il trasmesso dal Cerchio Firenze 77, mi ritrovai con alcuni strumenti interpretativi utili e importanti, ma, per il resto, con un vuoto d’orizzonte.

Avevo la mente piena e l’orizzonte vuoto, ma io cercavo l’orizzonte non il pieno di mente.
L’incontro con Soggetto e la Via della Conoscenza contribuirono a popolare l’orizzonte e lo fecero perché non parlavano dei massimi sistemi, ma del piccolo e trascurabile quotidiano.

Ci sono persone per le quali l’indagine esoterica è senz’altro opportuna e utile, ce ne sono altre, quelle di matrice meditativa e contemplativa, che possono attingere in modo limitato a quelle fonti: oltre un certo limite sono per loro inutili, anzi, a volte dannose perchè affollano le menti che invece vanno sgomberate di ogni contenuto.

L’approccio del contemplativo non è speculativo, è intuitivo ed esperienziale.
L’atteggiamento del contemplativo è focalizzato sui piccoli fatti, sull’accadere di adesso, sulla connessione profonda con la radice di ogni fatto, sull’Essere delle cose, di ciò che è ora.

Il contemplativo si impregna di Ciò-che-È; usa la mente come un attrezzo e appena gli è possibili, la depone.


Al Lettore.
I post di questa fase sono come il ferro incandescente sotto la mazza del fabbro: più il fabbro batte, più il ferro si modella. Chi scrive questi post non si cura della forma, ha l’urgenza di fissare ciò che sorge dall’intuizione e non si ferma per smussare e levigare, questo appartiene a una fase futura.

Dal 2021 le domande che cercherò d’indagare sono queste:
– cosa ci lega al divenire?
– cosa diviene la vita feriale quando è sentita unitariamente?
– come evolvono le relazioni?
– come si dispiega l’archetipo del monaco?


6 commenti su “I limiti dell’indagine esoterica nella via contemplativa (Appunti)”

  1. In passato ero a mio agio nella speculazione esoterica, ma ora non so se il bisogno di silenzio speculativo sia per me semplice stanchezza o pigrizia mentale o segno di disposizione contemplativa.

  2. Completamente d’accordo. Ho letto e discusso tanto gli argomenti portati dalle comunicazioni esoteriche, ora la mente ha bisogno di fare il vuoto. Vivere giorno per giorno il piccolo quotidiano insignificante, come tu ci hai, con tanta dedizione, insegnato

  3. Io oscillo tra contemplativo e speculativo .
    Al di là di tutto, per la mia meccanica, è di fondamentale importanza trattenermi dalle voci delle “sirene” della mente speculativa.

    E forse è una delle sfide esistenziali che mi è stata data da lavorare.
    Cercare l’equilibrio tra le due modalità.

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