1- Il compito della via spirituale e quello dei percorsi formativi

Sommario
Questa riflessione è incentrata sulla possibilità che si presenta nella vita di una persona della via spirituale di superare le logiche del duale e del divenire, quando essa, per comprensione conseguita, a questo è pronta e alla via unitaria desidera dedicarsi.

Argomenti trattati
1-
Il compito della via spirituale e quello dei percorsi formativi
2- Il superamento della logica del divenire
3- Il limite del divenire, la possibilità dell’Essere

1- Premessa generale: il compito della via spirituale e quello dei percorsi formativi
Il Sentiero contemplativo è sempre stato una via spirituale con una forte accentuazione unitaria che, per poter assolvere ai suoi compiti formativi, ha lungamente coltivato anche la via del divenire nei limiti possibili dati ad una via spirituale.
Una cosa infatti è un percorso che si occupa della integrazione umana, un’altra cosa una via spirituale che ha compiti e fini indirizzati all’unificazione interiore che presuppone:
– una relativizzazione della preminenza di sé,
– ed una integrazione nel complesso della sfera identitaria.
Ad una percorso di integrazione umana si può chiedere una tecnicalità ed una efficacia di mezzi che è impossibile attendersi da una via dedita all’unificazione nel sentire.
Al primo si rivolgono coloro che hanno aspetti di sé da integrare, alla seconda coloro che sul piano umano sono sufficientemente stabili ed integrati, e dunque in condizione di affrontare il cammino verso il perdere, il non-io, l’abbandono della preminenza identitaria per favorire l’affermarsi del sentire unitario.
Certo, accade che persone votate per questa via, la seconda, cammin facendo si rendano conto che aspetti del loro umano hanno necessità di essere affrontati in modo specifico perché sono di intralcio al procedere: in questo caso il Sentiero ha sempre offerto momenti di formazione che introducessero ad un contatto più profondo con aspetti irrisolti della propria identità, lasciando ad altri operatori e percorsi il trattamento degli ambiti più specifici di questa ricerca.
Così le persone con queste necessità sono state incoraggiate a coltivare esperienze di volta in volta diverse: la psicoterapia, l’arteterapia, ecc.
Non si può chiedere ad una via spirituale, al Sentiero nello specifico, di fare un mestiere diverso da quello per cui è vocato: spetta alle persone capire come integrare quello che la via che percorrono offre, avvalendosi del supporto, del consiglio e dell’incoraggiamento che mai manca di venire offerto affinché ogni persona abbia il necessario per il proprio procedere.

Premesso questo, tratterò di seguito la questione del superamento della via duale in un post riservato “Il superamento della logica del divenire”: chi desidera leggerlo può richiedermi la password esclusivamente su Telegram: @roberolivieri, questo perché ciò che dirò ha carattere personale e sento di poterlo condividere esclusivamente con coloro con cui coltivo una relazione organica, e hanno costanza e dedizione nell’affrontare la dimensione unitaria dell’esistere.


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17 commenti su “1- Il compito della via spirituale e quello dei percorsi formativi”

  1. Questo lo avevo già letto ma ho sbagliato il luogo in cui l’ho indicato…..comunque trovo questa modalità piuttosto scolastica, per così dire.

  2. Grazie. Nel mio telefono non riesco a caricare telegram per carenza di memoria. Vedrò di usare quello di Paolo anche se così viene forse a mancare un contatto personale.

  3. Pur consapevole che il processo di integrazione richiede ancora lavoro, la spinta ad un percorso volto all’unità è quello che perseguo e contiene tutto il resto.

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