Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La conoscenza di sé, la contemplazione, la fiducia

Il nostro cammino appoggia sulla conoscenza di sé, ma non si esaurisce in essa.
Non basta leggere la propria vita in un’ottica esistenziale.
Non basta nemmeno cambiare lo sguardo sulla realtà e l’interpretazione di essa: tutto questo è propedeutico e prepara la disposizione contemplativa che può sorgere nella persona, insediarsi nel suo intimo e plasmarne le profondità dischiudendogli la comprensione di una vita radicalmente altra.
Se la conoscenza di sé non genera l’esperienza contemplativa, allora non parliamo di questo cammino, ma di altro.
La conoscenza di sé non necessariamente conduce oltre sé: la contemplazione avviene quando il soggetto sperimenta la propria irrilevanza.
Nel pieno della nostra umanità conosciamo l’irrilevanza e l’impermanenza di ogni presunzione e conoscenza: questo accade quando la brezza della contemplazione ci attraversa e rende nuova ogni realtà interiore ed esteriore.
Non c’è esperienza contemplativa che possa sorgere senza coltivare incessantemente la fiducia: fidarsi e affidarsi è il movimento che consegna la nostra centralità all’insignificanza e pone al centro il Totalmente Altro.
“Non la mia, ma la Tua volontà!”
A questo conduce il nostro procedere, la nostra via informale e laica che mai dimentica l’orizzonte che la costituisce:
– ogni battito di ciglia è espressione di una vita che si manifesta e apertura verso un accadere ed un essere che sono oltre me e la mia presunzione d’esserci;
– ogni respiro, ogni gesto ed ogni pensiero esprimono e nel contempo ritornano la consapevolezza all’Essere, alla disposizione meditativa, al dialogo interiore, alla preghiera;
– ogni momento della giornata è opportunità di coerenza e di consapevolezza del limite;
– ogni caduta non conduce alla lotta, ma alla compassione e al ritorno a zero, alla fiducia che ci pervade, ci sostiene e ci è maestra.


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  1. Sia fatta la tua volontà,
    come in cielo, così in terra.

  2. Limite, fiducia…..e compassione anche verso noi stessi quando non riusciamo subito a riconoscere, ad accettare ed accogliere il “sia fatta la Tua volontà”…

  3. E’ chiaro ciò che dici.

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