Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La porta dell’unificazione consapevole

Mi scrive un amico in merito al senso di lacerazione che a volte lo assale. Qualunque ne sia la causa, che può essere interna alla sfera identitaria, o può generarsi dal conflitto tra identità e coscienza o, verosimilmente, può essere relativa ad entrambe le sfere, la via per superare quella lacerazione è una:
– comprendere le non comprensioni che la generano, e queste sono sempre relative alla sfera del sentire di coscienza e riverberano nei comportamenti e negli atteggiamenti interiori che l’identità sviluppa;
– essere pienamente consapevoli che la riunificazione avviene nel lasciarsi attraversare dal fatto presente.
Cos’è il fatto presente? Quello che accade adesso e che impatta con il sistema sensoriale dei vari corpi.
Cosa accade adesso? Che quel figlio pone una domanda: l’ascoltiamo, la prendiamo in considerazione, le diamo uno sviluppo?
Che quella compagna avanza un’esigenza: la vediamo, o siamo perduti nel nostro mondo interiore e, in fondo, autistico?
La nostra lacerazione nasce innanzitutto da quella disposizione che ci vede sempre fondamentalmente estranei al piccolo e semplice accadere, focalizzati su di noi come se potesse esistere una vita nostra a prescindere da ciò che si presenta adesso.
Questo è il balzo che dobbiamo compiere: decidere di esserci e di essere adesso, consapevoli che non abbiamo altra vita da nessuna altra parte.
Non una vita nello sfrugugliare emotivo, né una vita nell’immaginazione e nei percorsi della mente: abbiamo solo quello che viene e quella è la porta per ricomporre la lacerazione, qualunque sia la sua origine, e vivere in unità con noi stessi e con il mondo attorno.
La persona che vive una alienazione da sé, ha a disposizione la via della consapevolezza del presente che è composta da:
– consapevolezza delle sensazioni;
– consapevolezza delle emozioni;
– consapevolezza dei pensieri;
– consapevolezza del sentire.
Coltivare la consapevolezza significa tornare senza sosta a ciò che ci impatta nell’adesso: lì la realtà si unifica.
Se questa consapevolezza è illuminata dall’analisi e dallo svelamento delle cause che ci portano lontano dal presente che bussa, quel risiedere nell’adesso diviene profondamente stabile.


Se hai domande sulla vita, o sulla via, qui puoi porle.
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  1. “La nostra lacerazione nasce innanzitutto da quella disposizione che ci vede sempre fondamentalmente estranei al piccolo e semplice accadere, focalizzati su di noi come se potesse esistere una vita nostra a prescindere da ciò che si presenta adesso.
    Questo è il balzo che dobbiamo compiere: decidere di esserci e di essere adesso, consapevoli che non abbiamo altra vita da nessuna altra parte”.
    Parole illuminanti, parole che aiutano a vedere con chiarezza dentro di noi e che veramente mostrano la porta per l’unificazione. Il messaggio che porti è fondamentale. Grazie, Roberto.

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