Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Speranza e fede

Chiede Paolo nella sezione Domande e risposte: Nel paradigma del Sentiero, c’è differenza fra speranza e fede?
Si può rispondere a questa domanda in veramente molti modi, ma lo farò nell’unico modo per me vero adesso: qual è la mia esperienza della speranza e della fede?
Se esiste un soggetto questo può sperare qualcosa nella vita, o per l’oltrevita.
Se esiste un soggetto, può avere fede in un Dio, può confidare, può coltivare la ricerca, l’approccio, la connessione.
Ma se non esiste soggetto? Siamo così abituati a ragionare postulando che un soggetto esista sempre ma, come spesso ci accade, teniamo conto solo di una quantità irrilevante di fattori nell’analisi di realtà complesse.
Chi spera? Chi ha fede? Speri e hai fede, Roberto? No.
Dovrei sperare in cosa? Che la vita tutti i giorni mi mandi solo il bene, il positivo, il costruttivo? Non sono stupido, so che la vita mi manda ciò che è bene per me perché so che non c’è nessuna vita che dispensa questo e quello a me o a te; ci sono coscienze che creano scene di vita e, quella che attribuisco a me, crea le scene che vive consapevolmente questo essere che chiamiamo per convenzione Roberto.
Dunque non ho nulla da sperare, so che tutti i giorni si presenta il necessario a me e non desidero niente altro che quel necessario.
Per quanto riguarda la speranza di una vita nell’oltre la vita fisica, beh, solo gli scorfani e coloro che sono in altro affaccendati, non hanno ancora aperto gli occhi su questo. Quindi non ho una speranza sulla vita oltre la morte, ho la chiara e lucida consapevolezza che non esistano né vita, né morte, dunque non ho alcunché da sperare, ma molto da vedere, da vivere consapevolmente e da comprendere.
Per avere fede in Dio dovrei collocarlo altrove da me: in primis dovrei definire me, e poi dovrei definire Lui e la relazione tra me e Lui.
Ma io non penso, né sento, che esista un Lui: so che esiste solo Lui. E’ molto diverso.
Se esiste solo Lui, quello che chiamo me non può essere che un aspetto di Lui: in cosa dovrei avere fede?
Nella capacità mia di riconoscere questa unità? Ma questa unità è in continua manifestazione, come il sole che sorge e tramonta tutti i giorni il vivere non è altro che il processo di manifestazione consapevole di questa unità.
Mi perdonerai, Paolo, se non ho disquisito sulla differenza tra speranza e fede nel Sentiero ma, come vedi, non c’è materia prima disponibile.
Poi, magari, se mi rifai la domanda tra un po’ di tempo e mi prendi in un’onda un po’ meno radicale, posso argomentare differentemente.


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  1. Grazie.
    È come dici. Quando non c’è identificazione rimane solo l’esperienza della fiducia

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