Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Star Wars e la fede-fiducia

Ho letto questo articolo di Mauro Leonardi sull’Huffington Post. L’autore si rammarica che la fede cristiana non abbia lo stesso entusiasmo, la stessa adesione propria dei seguaci della saga di Star Wars.
A me sembra che il cammino della fede-fiducia sia qualcosa di molto diverso e più complesso della adesione emotiva, affettiva, cognitiva ad una serie cinematografica e ai suoi valori: conduce infatti a misurarsi con se stessi, con i propri limiti ed egoismi, con le paure, le resistenze e le reticenze.
La proposta di Gesù riguarda il cambiamento radicale della propria personale prospettiva esistenziale, da perseguire nel quotidiano delle relazioni, del vivere: una sfida senza sosta rispetto alla quale non siamo mai pronti, mai abbastanza.
Il cammino nella fede-fiducia diviene quindi un incedere che conosce la fatica, la demotivazione, la delusione di sé insieme ai mille rinnovati tentativi di provarci ancora.
Spesso nel cammino di fede si vive una iniziale stagione di entusiasmi e di slanci: con il passare del tempo e delle esperienze, il cammino perde quella patina di innamoramento ed entra nella trama profonda del procedere esistenziale: l’innamoramento per il messaggio, per il fondatore, viene sostituito da uno sguardo più interiorizzato e più maturo, più consapevole della portata della sfida e della natura del cammino intrapreso.
La fede-fiducia nasce da un bisogno di senso ma non rimane ancorata a questo, diviene pratica di conoscenza, consapevolezza, comprensione svincolata dalla spinta che l’ha generata.
Personalmente non amo le dichiarazione pubbliche di fede, né le esternazioni, né le esteriorizzazioni, né tutto il circo del dimostrare qualcosa cui si aderisce, o che ci conferisce senso: vedere i cristiani aumentare la manifestazione-esteriorizzazione della loro fede più di quanto già non facciano, mi spaventa.
Penso che il cammino della fede-fiducia sia squisitamente personale e vada protetto da una eccessiva esposizione: riguarda il singolo e le comunità dei singoli.
Questa personale visione mi porta a diffidare e dubitare di tutte le pratiche di proselitismo ed anche di evangelizzazione: la fiducia vera sorge nell’intimo quando sono mature le condizioni di conoscenza, consapevolezza, comprensione. Prima di allora nascono e proliferano le mille forme della fede come idea, o come ideologia, o come abito d’identità.


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