Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

L’intima gioia di essere

L’intima gioia di essere sorge come nota di fondo che orienta ogni aspetto dell’esserci, del fare, del condurre a manifestazione e a compimento.
Si muovono i contenuti della mente, l’emozione colora e la sensazione conferisce fondamento: nel profondo, quella nota che tutto pervade e sostiene.
Qualunque intenzione, pensiero, emozione ed azione sono limitati: mentre accadono li osservi e ne vedi l’incompiutezza e l’effimera sostanza, ma questo non è motivo di sconforto.
Sai che il tuo compito non è essere perfetto, sai che ciò che la vita ti chiede è di partecipare alla sconfinata danza delle possibilità di esperienze, di consapevolezze, di comprensioni.
In questo sapere e aver compreso, si trova l’origine di una pacificazione profonda che va oltre ogni turba transitoria e che ti pone saldamente nel grembo di quella nota di fondo che chiami la gioia di essere.


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  1. A volte sale, la gioia di essere, e te la trovi lì che pervade ogni cosa; altre volte c’è solo la ruotine che spesso offusca l’attenzione, l’osservazione distaccata verso le cose.
    Ma la gioia di essere la percepisco sopratutto quando, dopo anni, riesco a vedere persone a me prossime, con occhi nuovi: come persone che fanno faticosamente il loro percorso di comprensione e, in questo, aiutano me a fare il mio. Mi sorge allora un moto di tenerezza e di gioia sottile per la meraviglia che tutto questo comporta.

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