Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La gioia di andare oltre sé

E’ come uscire di casa dopo un lungo periodo di pioggia e di freddo: questo è andare oltre sé.
Appoggiare il pensiero e l’intenzione sul bene dell’altro, chiunque esso sia, non sul proprio.
Mettere al centro la dedizione e la donazione di sé, non il proprio interesse e tornaconto.
Scomparire come centro di interesse, come perno su cui ruota il mondo, lasciando che la vita ci conduca dove ritiene bene e necessario che noi si sia.
Conoscete gioia più grande?
Questo è l’orizzonte, questo il cammino, a questo conducono i passi di ogni giorno.
Non si tratta di entrare nella logica di fare per l’altro: si tratta di dimenticarsi di sé e di divenire servi della vita.


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  1. Pausa pranzo: mi brucia lo stomaco per la concitazione del lavoro; miriadi di input che colpiscono un centro identitario, che tutto il giorno fatica per non esserne sopraffatto e quindi per difendere questo sé. Come trasformare gli stimoli esterni che chiamano in causa il sé, in vita in cui dimenticarsi di sé e dedicarsi all’altro? Una sfida che a certi ritmi appare improba.

  2. “Appoggiare il pensiero e l’intenzione sul bene dell’altro”
    Grazie

  3. Condivido in pieno questa riflessione.
    Richiede grande forza di volontà mantenere questa direzione.
    Grazie.

  4. “Non si tratta di entrare nella logica di fare per l’altro: si tratta di dimenticarsi di sé e di divenire servi della vita”, credo questa sia la differenza fondamentale…

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