Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La forma e la sostanza della vita

Continuo ad approfondire il tema del “Vivere fino in fondo”.
Ho più volte detto che l’umano confonde il vivere fino in fondo con l’identificazione con i pensieri, le emozioni, le azioni.
Commette qui lo stesso errore di quando si alimenta: cerca e compra cibi più per la loro forma che per la loro sostanza.
Direte che non è vero, che siamo attenti alla sostanza. A quale?
Ai nutrimenti certamente, non alle forze che generano, sostengono e conducono a maturità la pianta.
Le forze della pianta non sappiamo nemmeno cosa siano: crediamo di conoscere quel vegetale analizzandolo chimicamente, così come crediamo di conoscere l’umano sezionando il suo corpo.
Crediamo di conoscere la vita vedendola attraverso il colore delle emozioni, o la forma dei pensieri, o l’impatto della azioni: questa è solo la forma della vita, non la sua sostanza.
Che cos’è dunque la sostanza della vita? L’intenzione che la genera e che sorge nella coscienza, nel suo sentire, nella sua struttura, nel suo compreso.
La coscienza genera le forze che conducono e plasmano l’umano, come genera quelle che sviluppano il vegetale, gli danno forma, ciclo, collocazione.
Se osservo una carota e la analizzo in laboratorio, della carota non so niente, se non quel poco che mi appare e che parla della sua fisicità.
Se mi relaziono con l’umano e mi limito alle sue emozioni, ai suoi pensieri, alle sue azioni, poco vedo e quasi niente so e comprendo.
Se penso di vivere fino in fondo confinato nella sfera mente-emozione-azione, sono destinato alla frustrazione: se scendo nelle viscere dell’accadere, nel sentire che lo genera, nella coscienza che lo determina, allora si apre alla mia comprensione la vastità dell’essere e del senso che da quella relazione deriva.
Mi diviene comprensibile come forma e sostanza siano unità inscindibile dove l’una è lo specchio dell’altra ma dove, per comprendere la forma, debbo aver conseguito una comprensione della sostanza, della forza plasmatrice.
In assenza di questa comprensione, mi limiterò a vivere giudicando, aspettando e aspirando senza comprendere come ogni fatto che si mostra attraverso una forma, sia solo il simbolo di una sostanza che mi chiama ad investigare, a conoscere, a divenire consapevole e a comprendere.

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