Il secondo anno del laboratorio per bambini

Credo che i genitori dei 13 bambini del Laboratorio di creatività consapevole conoscano l’importanza di accompagnarli, fin dai primi anni della loro vita, in un cammino di consapevolezza e di conoscenza.
Lontano da qualsiasi forma di condizionamento e di indottrinamento, i bambini sperimentano l’ambito delle sensazioni, delle emozioni, del pensiero, del sentire attraverso le esperienze corporee, pittoriche, rappresentative e ne divengono consapevoli, imparano a parlarne, a discuterne con la stessa naturalezza con cui parlano di un cartone, o del loro sport preferito.
Imparano a collaborare, sviluppano la chiara consapevolezza che, nella responsabilità personale, si procede tutti assieme per il bene di ciascuno e di tutti.
Imparano a fare e a stare; a parlare e a tacere; ad osare e a rispettare.
Di esperienza in esperienza, si imprimono nel loro interiore in modo del tutto naturale, gli elementi della conoscenza di sé: l’alfabeto della conoscenza, della consapevolezza, della comprensione cresce con i loro mesi ed i loro anni.
Si ritroveranno adolescenti, giovani, adulti e avranno interiorizzato, senza sforzo alcuno, le basi di quella strumentazione indispensabile che li accompagnerà per tutta la vita.
Più conosceranno se stessi, più potranno procedere nella vita con discernimento, con dedizione, con responsabilità e potranno farlo limitando il tasso di attrito e di sofferenza per sé e per gli altri perché, chi conosce se stesso, tende naturalmente a procedere non arrecando danno né a sé, né all’altro da sé.

Fonte immagine


Se vuoi puoi iscriverti alla newsletter “Il Sentiero del mese” con gli appuntamenti, i post pubblicati di recente, la vita nel Sentiero contemplativo. 

 

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Sottoscrivi
Notificami
guest

2 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
Vedi tutti commenti
caterina

Penso spesso a queste due parole: Libertà e disciplina e anche se la mia testa sa che sono le due facce della stessa medaglia, che senza una non esisterebbe l ‘altra mi sorge sempre l ‘immagine dei bambini spesso di culture orientali che si dedicano a discipline rigide, che so, allo shaolin, all’apprendistato come monaco… Dentro queste discipline c’è forse la libertà interiore? Questi bambini hanno dotazioni diverse date dalla loro cultura per sostenere una disciplina così dura? Davvero accompagnarli vuol dire fare laboratori per la consapevolezza? Io credo che non ci sia più spazio per vivere!

2
0
Vuoi commentare?x