Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Alfabeti

E’ notte.
Sei qui.
Lo scarso sonno intermittente
mi offre la contemplazione del tuo dormire.
La tua pelle emana luce.
Il tuo essere vibra.
C’è quiete.
Molta bellezza.
Familiarità.
Mistero.
Mi appisolo respirandoti.
Ti sento uscire dal sonno.
Un’onda d’amore mi attraversa, mi tramortisce e preme.
Il nostro vocabolario non contempla le parole ti amo.
Per ragioni che si riassumono nel rispetto.
Rispetto dell’amore indeclinabile, di persone, di storie, di tempo.
L’onda preme e sento la mia voce dirti:
“tu mi importi”
Ascolto quel suono e mi accorgo di quanto sia vero.
Tu mi porti verso me.
Mi muovi verso te.
Mi importa tutto di te.
Da quella stessa nota quieta nella quale risiediamo
mi raggiunge la tua voce.
“anche tu mi importi. molto”
Ci piace inventare linguaggio.

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  1. molto bella.
    hai un dono nel mettere in parole un sentire profondo.
    grazie per avercela condivisa.

  2. Grazie cara Francesca….

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