Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Ogni sguardo mi commuove

Il tempo dell’autunno mi sintonizza.
Mi ripiega, mi accovaccia.
Entra nel corpo, l’autunno,
si installa.
In questa stagione ho radici,
è un ritorno.
Sento la stanchezza antica e piena
di centinaia di anni addosso.
Ogni sguardo mi commuove.
Ogni presenza.
Ogni solitudine.
Ogni fatica.
Ogni smorfia, ogni rifiuto.
Ogni sorriso, ogni gesto, ogni parola.
Ogni figlio che cresce.
Ogni adulto che invecchia.
Ogni taglio di luce che attraversa l’aria.
Ogni pulviscolo sospeso.
Ogni vibrazione.
Ogni domanda.
Ogni silenzio.
Ogni suono di foglia.
Tutto manifesta,
con attenzione,
con rispetto,
la propria assolutezza cadùca.
Ogni fibra è inondata di una tenerezza insostenibile,
di amore che espande e dilata fino a portare via il fiato,
fino a temere che il corpo non regga.
La terra vibra sotto le ultime carezze del sole,
e si raccoglie.
Mi allineo,
e mi inchino all’autunno.

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  1. Grazie Francesca!
    L’autunno, e tutte le stagioni, sono talmente dense che ad un certo punto si può solo sfiorarle e viverle come semplice vita che accede, perché l’intensità è troppa e non si riesce a contenerla.
    Catia

  2. E’ così.
    Nel tempo, quella vastità e quella potenza, quella tenerezza e quella profondità, può sembrare assurdo, divengono un fattore di logoramento, e noi ci passiamo accanto, sono compagni fedeli di viaggio, ma li trattiamo con prudenza.
    Abbiamo imparato che se li frequentiamo troppo e troppo da vicino i nostri veicoli si affaticano molto, non li reggono.
    Impariamo che nemmeno quello ha importanza e alla fine, quegli stati, quello sperimentare la realtà a quel livello, scopriamo che è in noi, è noi, e non abbiamo bisogno di provarlo.

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