Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Come un frutto maturo

giornate di pioggia questa settimana.
giornata di riflessione con buone letture dal cerchio firenze 77.
alcune conferme.
alcune risposte a quesiti antichi.

da tanti giorni quel libro rimaneva lì sul tavolino.
sparuti tentativi di leggerlo la sera
dopo cena davanti al camino
e poi gli occhi si chiudevano dopo poche righe,
vinti dal sonno.

quella mattina invece l’ho aperto a mente fresca.
con la pioggia
sentivo di prendermi del tempo.

come un frutto maturo
che si può cogliere
arriva una risposta, una comprensione.
quelle righe hanno fatto breccia
e una piccola comprensione è arrivata.

una breve storia zen che descrive questo processo,
questa macerazione.

c’era una donna, una mistica, che passava come ogni giorno davanti al tempio.
faceva sempre quella strada e vide un giorno un uomo che piangeva in
ginocchio sui gradini del tempio.
era veramente disperato e le sue richieste a dio di aprirgli le sue
porte erano incessanti.
la mistica ne aveva già visti altri di uomini sui gradini del tempio
ma questo era fisso lì, tutti i giorni, con la sua richiesta.
passarono i giorni, le settimane e l’uomo sempre lì.
la donna passava, lo guardava e andava oltre ma non quel giorno.
quel giorno lei si fermò, l’uomo la guardò e lei gli disse “è aperta!”.
l’uomo comprese in quell’istante!
dopo un bagliore di incredulità, ripresosi dallo stupore le disse:
“ti ho vista passare da giorni e giorni, perché sei stata così crudele?
le mie lacrime, le hai viste, erano vere, la mia angoscia profonda,
perché non dirmi prima che le sue porte erano già aperte?
perché se te lo avessi detto anche solo ieri, tu non mi avresti creduta!”

ecco
quelle righe che ho letto
sono quella mistica che mi ha detto
“la porta è già aperta!”

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