Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La paura, Cerchio Firenze 77

  1. Questo brano mi richiama per assonanza un passaggio tratto da “A scuola dallo stregone” di Castaneda,. E’ un brano che rileggo spesso da quasi 15 anni e ogni volta colgo delle sfumature nuove :

    Sabato 7 aprile 1962

    Durante le nostre conversazioni don Juan usava o citava coerentemente l’espressione ‘uomo di conoscenza’, ma non spiego mai che cosa intendesse con questa. Glielo domandai.
    “Un uomo di conoscenza è un uomo che ha seguito fedelmente i sacrifici dell’imparare”, rispose. “Un uomo che, senza affrettarsi e senza esitare, è arrivato fin dove ha potuto nello svelare i segreti del potere e della conoscenza” …

    Domenica, 15 aprile, 1962

    … “Quando un uomo comincia ad imparare, non sa mai con chiarezza quali sono i suoi obbiettivi. Il suo scopo è imperfetto; il suo intento è vago. Spera in una ricompensa che non si concreterà mai, perché non sa nulla delle difficoltà dell’imparare.
    “Comincia lentamente a imparare, dapprima a poco a poco, poi a grandi passi. E presto i suoi pensieri entrano in conflitto. Quello che impara non è mai quello che ha sperato o immaginato, e così incomincia ad avere paura. Imparare non è mai quello che ci si aspetta. Ogni passo dell’imparare è un compito nuovo, e la paura che l’uomo prova comincia a salire implacabilmente, inflessibilmente, il suo scopo diventa un campo di battaglia.
    “E così si è imbattuto nel primo dei suoi nemici naturali: la paura! Un nemico terribile, traditore, e difficile da superare. Si tiene nascosto a ogni svolta della strada, in agguato, aspettando. E se l’uomo, atterrito dalla sua presenza, fugge, il nemico avrà messo fine alla sua ricerca.”
    “Che cosa accadrà all’uomo che fugge per il terrore?”
    “Non gli accadrà nulla, tranne che non imparerà mai. Non diventerà mai un uomo di conoscenza. Sarà forse un uomo borioso, o innocuo, o spaventato; in ogni caso, sarà un uomo sconfitto. Il suo primo nemico avrà messo fine ai suoi desideri.”
    “E che cosa può fare per vincere la paura?”
    “La risposta è semplicissima. Non deve fuggire. Deve sfidare la sua paura, e a dispetto di essa deve compiere il passo successivo nell’imparare, e il successivo e ancora il successivo. La sua paura deve essere completa, e tuttavia non si deve fermare. Questa è la regola! E verrà il momento che il suo primo nemico volgerà in ritirata. L’uomo comincia a sentirsi sicuro di sé. Il suo intento diventa più forte. Imparare non è più un compito terrificante.
    “Quando arriva questo lieto momento l’uomo può dire senza esitazione di aver sconfitto il suo primo nemico naturale”.
    “Ciò avviene tutto in una volta, don Juan, oppure a poco a poco?”
    “Avviene a poco a poco, e tuttavia la paura è vinta improvvisamente e rapidamente.”
    “Ma l’uomo non avrà ancora paura se gli succederà qualcosa di nuovo?”
    “No. Una volta che l’uomo ha vinto la paura, ne è libero per tutto il resto della sua vita perché, invece della paura, ha acquistato la lucidità: una lucidità mentale che cancella la paura. A questo punto l’uomo conosce i suoi desideri; sa come soddisfare i suoi desideri. Può anticipare i nuovi passi dell’imparare, e una limpida lucidità circonda ogni cosa. L’uomo sente che nulla è nascosto.
    “E così ha incontrato il suo secondo nemico: la lucidità! Quella lucidità mentale, che è così difficile da ottenere, scaccia la paura ma acceca anche …

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