Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Con tutti gli esseri

Siamo usciti con Enny all’imbrunire, al pozzo si è messo a piovere; dopo una breve incertezza, abbiamo deciso di continuare, non credo che per lei facesse differenza e, per quel che mi riguardava, era una serata troppo dolce per fermarsi. Camminando quella esperienza di non limite è sempre stata lì, una presenza così vasta che in alcuni momenti era quasi insostenibile.
Siamo rientrati che era già notte, la strada e i nostri passi illuminati da una luna quasi piena; solo il rumore delle ciabatte sulla strada zuppa d’acqua, uno spazio avvolto nella tenerezza.
Stamattina siamo stati a Sestino: dopo una discreta salita, un pianoro e, sul fianco di un pendio, una casa discreta nel suo essere lì, appoggiata. E’ immersa in un bosco, anch’esso discreto, che risente dell’azione dell’uomo ma che, in pochi anni, potrà tornare ad essere se stesso.
Un buon posto per gente che non si espone, immersa in un cammino che non ha nulla da mostrare e si fonda sul lasciar andare.
Camminando in quel bosco c’era una leggerezza tra noi, qualunque decisione sarebbe avvenuta nel solco tracciato dalla vita.
Da ragazzo mi impressionava fortemente il pensiero della fratellanza tra tutti gli esseri, ora è diventata un’esperienza che mi accompagna fedele e non mi è possibile osservare la realtà che a partire da quel principio, chiunque siano quegli esseri.

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