Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

“Tieni pulita la strada!”

Lo sguardo retrospettivo sempre ci illumina i passi compiuti e da compiere. Oggi se guardo alla passata stagione di lavoro vedo lo sforzo veramente grande che abbiamo compiuto per dare una sistemazione concettuale al nostro lavoro e alla prospettiva che incontrano coloro che vengono all’eremo.
Con gli occhi di oggi è evidente che l’autunno scorso, quando cominciò quella sistemazione teorica, sapevamo che ci saremmo inoltrati in una strada a noi soltanto in parte congeniale: avvertivamo che era una cosa che andava fatta e sapevamo che ci sarebbero state delle conseguenze: quella immersione nei concetti ha prodotto in noi una unilateralizzazione, una sorta di sbilanciamento sulle parole, su un sistema di pensiero.
E’ anche vero che quel sistema di pensiero che è emerso ha dato la forma a concetti che premevano per una manifestazione e una maggiore definizione: aver parlato ed esposto tanto, ha permesso anche a quei concetti di innestarsi nel profondo della coscienza.
Chiaramente, quello che è stato fatto non sarà replicato anche se la danza tra intuizione, concetto, pensiero, parola non ha fine possibile, finché siamo uomini.
Questa nuova stagione sarà qualcosa d’altro, vedremo; sarà all’insegna del “tieni pulita la strada!”

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