Un nuovo ciclo di post della ‘via della Conoscenza’

I prossimi giorni inizieremo a pubblicare un nuovo ciclo di post dellaVia della Conoscenza‘: è un corpo sostanzioso di contenuti che pubblicheremo settimanalmente per molti mesi. Il nuovo ciclo si chiamerà: ‘Scomparire a se stessi’. Di seguito la presentazione dei responsabili della VdC e le risposte ad alcune mie domande.

La sezione del sito dedicata alla via della Conoscenza
La pagina del quinto libro: Ciò che la mente ci nasconde: vita, gratuità, amore
Scomparire a se stessi (Il morire a se stessi è il morire dell’agente)

Presentazione del nuovo ciclo

Questo è un viaggio a ritroso dentro noi stessi. Un viaggio in cui incontreremo delle strettoie create dalla via della Conoscenza e fatte di radicalità, di provocazioni, di negazioni, di paradossi e di metafore.
L’agente siamo tutti noi che ci attribuiamo la paternità delle azioni che si compiono attraverso di noi, ma delle quali siamo i semplici portatori.
Saranno messi in luce, e ci si presenteranno davanti, strada facendo, i nostri meccanismi, i nostri concetti e le nostre strutture mentali, e la voce che ci guiderà terrà la barra dritta, impedendoci di deviare.
La via della Conoscenza è una non-via e un non-insegnamento, perché è un contro-processo dei processi della mente. Non suggerisce pratiche e non dà mete, ma è la negazione delle pratiche e delle mete. Non porta alla conoscenza, ma svuota da tutte le conoscenze costruite sul cammino interiore intorno a un “io,” distinto, che cerca una propria evoluzione non capendo che tutto è già unità.

Risposte alle domande

Sono le basi della vdC? È una fase avanzata? È una elaborazione/evoluzione della vdC precedente?

Si tratta di un approfondimento delle tematiche della via della Conoscenza. Un approfondimento richiesto da noi che seguivamo costantemente gli incontri e al quale hanno partecipato quattro o cinque persone. Ci incuriosiva capire che cosa fosse questo morire a se stessi secondo la radicalità della Via della Conoscenza.

Coloro che già da anni leggono Soggetto, cosa devono attendersi da questo testo che si presenta così impegnativo?

La via della Conoscenza è impegnativa in sé e mai si adatta alle menti che la leggono. Saranno le varie persone che la affronteranno a stabilire se la sua radicalità fa al caso loro, o se preferiscono seguire altri percorsi.

È un testo completo in sé, servono delle basi?

Come già detto, approfondisce certi temi che sono stati lungamente trattati dalle voci dell’Oltre. È uno dei tanti testi nei quali viene abbondantemente ripetuto che per affascinarsi della via della Conoscenza è necessario essere stanchi dei propri ripetitivi concetti, è necessario iniziare a dubitare dei propri meccanismi, spesso occultati, e aprirsi al nuovo, al non-noto., alla provocazione e al contro-processo della vdC.

La vdC non deve piacere, non deve affascinare, non deve diventare cibo della mente, ma essere provocatoria, ostica e scontrarsi coi nostri troppi presupposti mentali.

Tratto da: Scomparire a se stessi (Il morire a se stessi è il morire dell’agente, Download libero)
Scomparire a se stessi, tutti i post del ciclo


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Catia Belacchi

Molto bene, questa nuova proposta della vdc

Natascia

Grazie per il grande lavoro fatto.

Nadia

La VDC è un testo concettualmente complesso ma che forte vibra nel sentire. Grazie per questa possibilità.

Samuele Deias

Interessante. Credo di aver già colto alcune asperità della VDC e la sua capacità di mettermi in scacco. Non starò certo a piegarmi supinamente agli insegnamenti accettandoli a piene mani, anche perché il rischio di fraintendimenti esiste; nell’uso del linguaggio stesso. Mi opporro’ e lotterò con tutte le forze dove questi vorranno scardinare le mie certezze. Potrà essere persino divertente. Tanto lo sanno loro che io possiedo le verità assolute, vero? E che appartengo al popolo dalla dura cervice lo sanno pure? 😀 🙂 Scherzi a parte, credo ci sia la possibilità di lasciarsi mettere in discussione, stimolare, scompaginare ma senza forzare troppo la mano con sé stessi. Se una roba non la comprendo o mi fa girare troppo i coglioni, la lascio lì, la osservo, forse lavorerà sotto la superficie ma non sarò costretto ad una adesione fideistica integrale bensì ad un approccio omeopatico. Tanto finché il sentire non è adeguato, a voglia a discorrere. D’altronde non si va neppure all’inferno ad essere cattivi comprendenti e praticanti! Meno male!!! 🙂

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