Disposizioni vaste per comprendere il mistero del vivere

Fondamentale è conservare una disposizione aperta, curiosa, permeabile al bello e al sacro che soffia in tutte le direzioni. Senza questa disposizione come cogliere e vivere l’essenza di ogni fatto, di ogni accadere che manifesta niente altro che l’essenza del Divino?

Senza questo respiro ampio, come arrivare a comprendere che ogni scena non è reale per tutti, ma solo da noi creata e percepita?
Come penetrare questa follia di una vita che è un film proiettato da sé per sé e che è condiviso col prossimo, sentito insieme a esso, solo in presenza di una comunione-prossimità di sentire?

Come comprendere che, pur essendo inseriti negli stessi ambienti, ciascuno vive il personale sviluppo delle scene dove gli altri sono attori ma non necessariamente partecipi nel sentire?

Servono disposizioni vaste e aperte, sentire pronti e maturi per affrontare il mistero del vivere, serve inoltrarsi lungo sentieri sconosciuti e abbandonare il conforto del conosciuto.

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Samuele

Una parte di me è attratta da questo scritto perché contiene quelle che forse sembrano le uniche spiegazioni utili a capire tante cose; di converso non c’è capacità di accoglierle per intero, c’è resistenza e persino un grado di rifiuto. Sicché ho perso le vecchie prospettive, non ho sposato le nuove e sono in mezzo al guado dove il vento tira più forte e l’acqua è più alta e scuote maggiormente. Stiamo ad osservare, in precarietà.

roberto

A Samuele Il fatto che tu viva questo conflitto, sebbene scomodo, è di per sé indicativo di una tensione evolutiva di fondo: non credo che la parte di te più scettica e resistente sia un problema, se non supera una certa soglia. Ogni esperienza fa affluire dati alla coscienza e se il conflitto nei corpi non è troppo alto, quei dati comunque giungono e vanno a costituire tessere di comprensioni. Se, invece, il conflitto e la turbativa sono alti, allora quel flusso di dati può venire in parte ostacolato rallentando il processo di comprensione.

Leonardo P.

Sviluppare “nuove sensibilità”, possibile se radicati nell’Essere.

Natascia

Parole queate, che aiutano a stemprare la stizza conseguente ad una incomprensioni di questi giorni. Tenerle presente, così da non far prevalere il giudizio

Nadia

Per arrivare alle comprensioni che descrivi, a malapena si intravede la strada da percorrere.

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