Brani di fonti diverse per la meditazione personale 1

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Pagina di sintesi aggiornamenti R&C e Brani.

Indice: Sprofondare in un abisso|Vento che va|Lascia che l’altro sia|Anche l’altro trasmuta|Tutto scorre|Soli con le miserie della mente|Soffio del Divino|Deserto|Il silenzio di Dio|Vento che va|Fa di me ciò che vuoi|Gli altri, il Divino|Il Divino nella privazione|Essere amore|Annullare amore|L’amore se non sei|L’irrilevante che tace|Il silenzio di un certosino|Vedersi per non suppurare|L’evoluto

5. Tutto scorre

Se però voi siete vento che va, allora veramente l’altro vi si offre in tutte le sue cangianti e continue sfaccettature, e la profondità della relazione sta nel fatto che voi vi offrite all’altro come cassa di risonanza di tutte le sue mille sfaccettature. Tutto scorre e voi lasciate che arrivi e che poi ritorni all’altro così come è arrivato, però con l’aggiunta di tutto l’amore che deriva dal fatto che voi non avete più niente da esigere, niente da difendere, niente da sottrarre all’altro, niente da impedire all’altro, niente e poi niente!

E allora ciò che arriverà all’altro sarà proprio un rispetto profondo verso il suo essere vento che va; l’altro lo percepirà di volta in volta come passività o come interesse o come rispetto di sé, ma non importa, la ricchezza dell’essere niente e poi niente porta alla profondità che nasce quando non si vuole più trattenere nulla, nulla e poi nulla, neppure la relazione più profonda, cioè quella che voi amate di più.

No, neppure quella, il che non significa non essere attenti all’altra persona, non circondarla di dolcezze, non esprimerle anche il proprio amore, ma vuol dire che tutto questo avviene sull’onda della non aspettativa. E, se anche nell’altro succede la stessa cosa, a quel punto si coniugano insieme un vento che va con un altro vento che va. (Da vdc43)

15. Annullare amore

Essere amore significa riconoscersi come onda nel fiume che va e che viene sbattuta da una parte e dall’altra delle rive di quel fiume.
Essere amore significa quindi accettare la propria limitazione senza attaccarsi, senza identificarsi, senza reprimersi, oppure anche senza esaltarsi, ogniqualvolta emergono le proprie insufficienze.
Eppure essere amore più radicalmente significa che nulla si è di tutto questo, cioè non si è un’onda e non si è neppure la propria inesistenza, così come non si è niente di tutto quello che l’uomo può pensare e può dire.

Essere amore significa, allora, annullare la parola “amore. Per voi l’amore alle volte è sentimento, alle volte è operatività, alle volte è indulgenza, alle volte è totale disponibilità, alle volte è quel crudo poter dire agli altri ciò che pensate in nome e per conto del loro bene.
Invece, che cos’è l’amore, quando muore la vostra mente? (Da vdc48)

18. Il silenzio di un certosino

Il silenzio è ascoltare: non l’aspettativa febbrile di una parola che colpirebbe le nostre orecchie o riempirebbe il nostro cuore, ma una tranquilla ricettività a colui che è presente e che lavora senza rumorosità nel nostro essere più intimo.

Ecco perché si dice che la nostra solitudine è terra sacra, un luogo dove, come uomo con il suo amico, il Signore e il suo servo parlano spesso insieme; c’è l’anima fedele frequentemente unita alla Parola di Dio; c’è la sposa fatta una con il suo coniuge; c’è la terra unita al cielo, la divinità all’umano.

Il silenzio, infatti, coniuga l’assenza di parole, sulle labbra e nel cuore, con un dialogo vivente con il Signore. […] Il frutto che porta il silenzio è noto a chi lo ha sperimentato. Dio ci ha condotto in solitudine per parlare al nostro cuore.
Questo è silenzio: lasciare che il Signore pronunci dentro di noi una parola uguale a se stesso. Essa ci raggiunge, senza sapere come, senza poterne delineare i precisi contorni; tuttavia, la Parola stessa di Dio arriva e risuona nel nostro cuore.” (Un certosino) Fonte

20. L’evoluto

Quando l’Io perde il controllo l’individuo sfugge a tutti gli schemi, diventa poco comprensibile all’osservatore esterno, le sue reazioni e azioni sono poco classificabili sulla scorta dei modelli degli archetipi transitori, ci si trova, cioè, di fronte a un individuo evoluto. (Da Cerchio Ifior sf29)

‘Brani brevi’, tutti post.

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Anna

20.l’evoluto

Ecco che sempre più ci si sente fuori dal mondo. Si coglie a volte nell’interlocutore una sorta di disorientamento, come una reazione di paura verso l’imprevedibile.
Il ritrarsi avanza inesorabilmente…

Catia

14. Annullare l’amore
Quando muore la nostra mente amore è fatto che accade, vento che va.

Mariella Principi

Ma Dio non parla e lo lascia lì, dove però Lui è: lì, nel flusso della vita e nella morte della sua mente. (Da vdc44)

Parole fortissime
a volte risuonano
altre volte rimbombano.

Natascia

Ora, mi pare più chiaro.
Vento che va, l’altro ed io siamo vento che va.
Cade ogni giudizio ed ogni aspettativa.
In realtà è questo che cerco nella relazione.
In questo testo, ho trovato le parole che descrivono ciò che sento e che fatico ad esprimere.

Non che sia totalmente lontana dalle emozioni e immune ai sentimenti di rancore, gelosia, possesso, ecc…
Ma ne colgo il limite, il condizionamento.
Il lavoro personale è incentrato nel superare questi ostacoli che impediscono al vento di fluire naturalmente.

Luciana

Dal brano 1:
È vero pure che aderire al mistero dall’accadere porta a far cadere il giudizio e una volta sperimentata la leggerezza che ne deriva si innesta un processo a spirale che porta ancora oltre, e le domande sul cammino perdono importanza e consistenza.
Si sta come foglie trasportate dalla corrente del fiume senza chiedersi dove ci depositerà e che ne sarà dopo.

Natascia

“Tu non sei niente e l’altro è l’altro”.
Qui casca l’asino.
Non sono certa di aver interiorizzato questo concetto. Da lavorarci.

Catia

In affetti ad un certo punto di comprensione cade ogni desiderio di andare o essere da qualche parte.
All, “inizio questo disorienta un po’ , poi diventa il quotidiano .

Nadia

1.
Quando non c’è più ricerca, non si rincorre nemmeno un luogo…l’approdo é ovunque.

Elena

Comprendo quando parli del flusso e della rinuncia ad avere una strada.
Eppure oggi vivo l’essere immersi in una vita operativa soprattutto lavorativa.
Ogni giorno ci si chiede anche con documenti formali dove si è e dove si sta andando. E questo convive con una consapevolezza sulla opportunità del flusso libero dall’ingombro identitario.

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