La gratuità è sempre presente e tutto plasma [83A]

[…] Siamo arrivati a stabilire che il dono è presente finché c’è l’azione e finché voi siete solo nell’azione, in cui incontrate l’azione da parte dell’altro; e il farsi dell’imprevedibilità delle due azioni costituisce il dono.

Sempre osservando dall’ottica della casualità, nel dono, quando incontrate l’azione da parte dell’altro, voi leggete quasi sempre un intoppo, e pertanto l’azione mossa da voi va riaggiustata, e magari in parte si ritrae rispetto all’imprevedibilità dell’azione mossa dall’altro. Eppure è proprio dall’insieme di queste due azioni, apparentemente caotiche, che nasce un’unica azione che crea il dono, ed è proprio dall’intoppo che vi si può aprire una visione diversa, rispetto a come concepite l’amore, e che vi mostra come il dono trascenda sempre le due azioni.

Quindi, quando volete donare all’altro, l’azione che voi muovete incontra l’altra, e spesso va riadattata all’imprevedibilità che si manifesta nell’altra azione. Ma può anche succedere che la reazione messa in campo da voi risulti imprevedibile perfino a voi stessi, dando vita a due imprevedibilità necessarie al costituirsi dell’azione-dono, anche se le due azioni vengono sempre trascese dall’azione-dono, che è una diversa tipologia di azione che si fonda sull’imprevedibilità dell’una e dell’altra azione in modo da costituire il dono.

Riflessioni e contemplazioni, collezione di post brevi
Brani di fonti diverse per la meditazione personale
Eremo dal silenzio, tutti i post dei siti, canale pubblico Telegram

Questo significa che l’azione-dono è sempre la coniugazione delle due azioni, pur non avendo nulla a che vedere con la natura di entrambe. In questa diversa tipologia di azione, i due soggetti – colui che guarda al proprio offrire e colui che guarda al proprio ricevere – si condizionano a vicenda senza rendersene conto, poiché non sono consapevolmente sul farsi dell’azione, ma sono aderenti ai pensieri e all’emotività a cui danno fiato.

Un partecipante: Se non sono consapevoli, il dono è gratuito.

Il non essere consapevoli non genera gratuità, ma solo assenza di consapevolezza. Nell’abitudine al dubbio perde d’importanza il proprio ‘io’, e allora si può aprire la possibilità di riconoscere di essere attraversati da flash di gratuità.
La gratuità è sempre e dovunque, ma l’umano può solo riconoscerla nei brevi lampi che si accendono dentro di lui quando si abitua a dubitare dei processi della sua mente. In quanto mai alcuno, pur mettendo in campo sforzi e volontà, può far sì di riconoscere la gratuità e farla agire a suo vantaggio. La gratuità è sempre presente e tutto plasma, anche l’umano che è inconsapevole e che la vive senza comprenderla, spesse volte contrapponendosi.

L’amore è moto e si fonda su due diverse azioni indissolubilmente legate assieme, ed è proprio la natura di quella tipologia d’azione che da voi non è riconoscibile, perché voi considerate le due azioni separatamente: qualcuno che offre e qualcuno che accetta il dono, o che lo intralcia, o che si mette a cooperare per far sì che quel dono giunga proprio a lui, o che dichiara che quel dono non gli serve a niente, negando quel moto gratuito. Mai il dono è quello progettato, perché nel suo farsi l’azione incontra l’altra azione, e muta.

Perciò l’azione della costituzione del dono – in cui ci siete voi, c’è l’altro e c’è l’imprevedibilità di entrambi – trascende le due azioni, e quindi possiamo dire che trascura qualcosa. Trascendere significa stare al di là, pur inglobando; e perciò quella diversa tipologia di azione, poiché trascende, non può che trascurare, altrimenti sarebbe l’identica cosa; così come non può che riassumere i diversi aspetti, altrimenti sarebbe tutt’altra cosa.

Il canale Telegram di Eremo dal silenzio
Per rimanere aggiornati su:
Il Sentiero contemplativoCerchio Ifior

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
Download libro, formato A4, 95 pag. Pdf
Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Sottoscrivi
Notificami
guest

2 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
Vedi tutti commenti
Anna

Nell’esperienza succede di sentire la consapevolezza della gratuità: è l’atteggiamento in cui si risiede che non è dominato da strutture bensì solo dall’apertura a ciò che sorge nell’incontro vibrazionale di due o più.
È in quell’incontro che sempre sorge stupore perché nulla è già stabilito e tutto invece è in movimento. È la possibilità che diamo alla vita di trasformarci
…si apre l’accoglienza …
Grazie

Catia Belacchi

Leggendo leggendo di gratuità si plasma la comprensione del suo significato.

2
0
Vuoi commentare?x