Il dono ha un valore in sé, non conta l’intenzione [68A]

Noi, oggi, renderemo evidente il vostro sottile inganno nel dire: “Io dono”, e soprattutto il fatto di non essere consapevoli che state parlando di un atto che vi trascende. E mentre voi non osate contraddirci, già le vostre menti borbottano, borbottano, borbottano.

Ma noi ribadiamo che, pur essendoci voi nell’azione del dono, in quell’azione non c’è quel che vi riguarda come intenzione o come progetto, perché c’è solo ciò che nel dono, attraverso di voi, si esprime come offerta in sé.

Per esempio, può accadere che un uomo non abbia voglia di stare accanto a un altro ad ascoltarne lo sfogo, eppure sta lì, e lì il dono si compie, nonostante lui. Se poi lui lo mette in rapporto a sé, cioè alle sue intenzioni, ai suoi ‘dover essere’, ai risultati che applica all’azione, allora lo giudica un po’ misero, poiché ritiene di non essere stato abbastanza aderente a quel dono, oppure che in quel donare si è mostrato un po’ insofferente.

Mentre, se si guarda solo al dono in sé, si rimane affascinati dal fatto che, comunque, viene donato qualcosa che trascende qualunque individualità. Se ci riflettete, è l’immagine che avete del dono a porvi in un sottile inganno e a non farvi capire che quel qualcosa che l’altro riceve ha un valore in sé, indipendentemente dal modo con cui lo offrite, cioè un valore che esula da voi.

Come abbiamo detto, può capitare che qualcuno non ne abbia voglia, eppure dà, e quindi lo fa senza appesantire il dono di intenzioni e senza connettere il risultato con un proprio merito acquisito nel presente, oppure esigibile in futuro; quindi, quello che si genera è un dono in sé e non un valore che lui collega a sé.

Tante volte, osservandovi nell’atto del dono, oppure riflettendoci a posteriori, potreste concludere che quello che avete donato è povera cosa, magari perché vi siete abituati a considerare voi stessi povera cosa. Ma se posate l’occhio solo sul dono, e non su di voi – ‘agenti’ dell’azione – potete vedere che, comunque la pensiate, quello è un dono: reca qualcosa all’altro che non sapete e che non vi riguarda, ma che vi toglie di mezzo come protagonisti.

Può essere qualcosa che l’altro desidera, o che gli viene offerto senza che lui se lo aspetti e senza che ne conosca il motivo; può anche darsi che vi sembri aderente o non aderente ai suoi bisogni, ma, in quanto offerta, quel dono ha un valore in sé.

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
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Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.

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7 commenti su “Il dono ha un valore in sé, non conta l’intenzione [68A]”

  1. Un’azione diviene dono nonostante il soggetto e nonostante l’intenzione.
    È dono in sé.
    Veramente grata per questa precisazione.

  2. Semplici strumenti, attuatori di ciò che non ci appartiene sia nell’intenzione sia nel fine ( questo nell’Essere).

    È così. Di quanti atti di gratuità siamo veicolo in una giornata? In verità infiniti, ogni azione è da essa marchiato, ciò che muta e la nostra maggiore o minore consapevolezza di ciò.

  3. Tante scene vissute sorgono: nonostante il poco interesse o la stanchezza che deturpa l’ascolto, lì si sta!
    È l’esperienza dell’essere attraversati, dell’essere tramite malgrado la propria insofferenza.
    È l’esperienza dell’essere strumento, strumento di quell’ Amore.

  4. il dono ,la gratuitá va al di lá della nostra centralitá…ci mette da parte per celebrare la vita in atto ,

    il dono che si fá gratuitá e ci usa solamente come tramite

  5. Spesso ho modo di sentire quello che scrivi. Un dono che avviene.
    La cosa che contraddistingue questo dono è il fatto che la mente non poteva pensare e pianificare quello che poi è avvenuto.

  6. Penso che anche la forma con cui avviene il dono, è dono stesso, ma dopo aver ripetuto per anni l ‘importanza dell’ intenziine, la lettura si fa faticosa..

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