Il vero maestro non può essere una persona [Antai-ji6]

Kōshō Uchiyama rōshiDiscorso d’addio ad Antai-ji.
Lo stesso vale per il “vero maestro”. È scritto: “Se non c’è un vero maestro non c’è modo di apprendere”*. Ma cos’è il vero maestro? Se uno pensa “Ecco, ci siamo, lui/lei è il vero maestro” senz’altro si sbaglia. Pensare “Questa persona è il mio vero maestro” non va oltre a prendere per buono un proprio pensiero.

Il vero maestro non può essere una persona. Solo lo zazen dell’aprire la mano del pensiero può essere il vero maestro. Non ci si deve sbagliare su questo punto che va chiaramente compreso.

Io non ho mai detto neppure una volta ai miei discepoli: “Io sono il vostro vero maestro”. Fin dal primo momento ho sempre detto che il vero maestro è zazen, solo lo zazen che pratichiamo.

Dopo la morte di Sawaki rōshi ho iniziato a tenere discorsi d’insegnamento, lo faccio perché questo è il mio ruolo, ma non ho mai detto di essere sempre nel giusto perché sono il vero maestro. Che pensiate che sono nel giusto oppure no, questo è solo un pensiero di chi lo pensa.

Il vero maestro non è qualcosa del genere, è lo zazen di ciascuno, aprendo la mano del pensiero. Vorrei che non perdeste di vista il fatto che “il Buddha che dobbiamo venerare, il vero maestro è lo zazen”.
Fonte

Gakudōyōjinshū  –  T.2581.82.0003c01 fue  shōshi  funyo  fugaku  senza avere un maestro appropriato, non è lo stesso, non si apprende. [DŌGEN 3]

Il canale Telegram di Eremo dal silenzio
Per rimanere aggiornati su:
Il Sentiero contemplativoTerre sconosciuteCerchio Ifior

7 commenti su “Il vero maestro non può essere una persona [Antai-ji6]”

  1. Mille maestri, mille gesti nei quali vedere.
    E poi sopra a tutti il muro bianco,
    la noia,
    la mente che si aggrappa e resta senza cibo.

Lascia un commento