Il tenzo, strumento dello spirito della Via (in merito a Tenzo Kyokun 2)

Nel secondo paragrafo del Tenzo Kyokun, Dogen afferma: “[Il tenzo] deve mettere in circolazione lo spirito del risveglio, trasformando [gli ingredienti] in ottemperanza alle circostanze, affinché i membri della comunità possano ricevere [nutrimento] fruendone in serenità”.

Il libro della regola (Zennen Shinghi) dice:
«Chi agisce è lo spirito della Via: bisogna lasciare che sia lo spirito della Via a operare, prendendo la forma che di volta in volta la situazione richiede, senza rigidità e senza preconcetti. Il vero scopo è che ognuno dei membri della comunità sia, grazie al nutrimento che il tenzo gli offre, in armonia con se stesso e con gli altri e possa dedicarsi con serenità e in buona salute alla propria pratica

“Deve mettere in circolazione lo spirito del risveglio”
“Chi agisce è lo spirito della Via: bisogna lasciare che sia lo spirito della Via a operare“.

Quindi il tenzo deve incarnare lo spirito del risveglio e deve essere strumento dello spirito della Via.
Nel linguaggio del Sentiero diremmo che il cuoco, dimentico di sé, è mosso e attraversato da qualcosa che non gli appartiene, che lo precede, lo plasma e lo informa e, per mezzo di lui, diviene intenzione, gesto, situazione, servizio.
Il tenzo, vuoto come un tamburo senza membrane, è strumento dello spirito della Via.

Qual è la relazione tra il cuciniere e il cucinato?
Se il cuoco è in balia della mente, delle preoccupazioni e delle identificazioni cosa sarà il cibo che prepara?
Sono due il cuoco e il cibo, o sono uno?
Tutto è vibrazione noi sappiamo, il cuoco come il cibo, e tutto è la risultante dell’incontro e dello scontro tra vibrazioni.
Se il cuoco risiede nell’Essere, e dall’Essere è impregnato e attraversato, quello irradierà e alla luce dell’Essere incontrerà il cibo, “e i due saranno una cosa sola“*.

L’incontro tra viventi a questo livello di sentire, la realtà di una vita che vibra in questo modo con ogni essere attorno, irradierà in cucina e nella mensa, questo innanzitutto porterà come nutrimento ai confratelli.

In virtù di questa condizione esistenziale, di questo ambiente vibrazionale che il cuoco ha contribuito a creare in quanto incarnazione dello spirito del risveglio e strumento docile ed efficace dello spirito della Via, ogni monaco ricaverà armonia e serenità dall’incontro con quell’ambiente e con il cibo che di esso è parte.

*L’atmosfera che circonda un individuo è l’ambiente in cui tutte le vibrazioni dei corpi di quell’individuo hanno una loro forza e quindi una loro particolare influenza, perché – non dimentichiamocelo – alla fin fine ogni individuo nella sua esistenza, nella sua manifestazione, nella sua vita di relazione, nel suo essere, nel suo comprendere, nel suo sentire può essere ridotto nei minimi termini considerandolo un insieme di vibrazioni. (Da post CI del 7.12.21)

Il canale Telegram di Eremo dal silenzio
Per rimanere aggiornati su:
Il Sentiero contemplativoContemplandoCerchio Ifior


7 commenti su “Il tenzo, strumento dello spirito della Via (in merito a Tenzo Kyokun 2)”

  1. L’atteggiamento del tenzo è L’atteggiamento che ognuno deve perseguire in ogni mansione da svolgere.
    Quell’incontro/scontro di vibrazione è la risultante che immettiamo in circolo nel “mondo”: è la possibilità e la capacità di realizzare quell’armonia di fondo da cui tutti viamo attratti, la possibilità che ognuno , mosso da quell’innato senso di responsabilità, ha di lasciare una traccia nel percorso di unificazione.

  2. A volte usiamo l’espressione “È cucinato con amore”; pur nella totale inconsapevolezza potremmo collegarlo in qualche misura, allo stato vibrazionale richiesto al Tenzo?

  3. Non solo il tenzo è strumento della Via, ma anche i confratelli che curano le piantine dell’orto, chi si interessa della dispensa, o dello studio, se le azioni fatte sono in equilibrio coi corpi e col sentire e le vibrazioni emesse leggere.
    Così è anche per noi. Più siamo in armonia tra intenzione e azione, più emetteremo note leggere, nella relazione.

  4. Solo il cuore docile del praticante può far si che il sentiero riesca a plasmarlo…
    E fare di lui strumento di aiuto per i propri fratelli della via

  5. “Se il cuoco è in balia della mente, delle preoccupazioni e delle identificazioni cosa sarà il cibo che prepara?”

    Se noi viviamo in balia della nostra mente, del bisogno, della paura che cosa offriamo ai nostri fratelli e sorelle?
    Ciò che sorge e che vuole manifestarsi incontrerebbe l’interferenza vibratoria dei corpi inferiori e delle non comprensioni.
    Per questo è nostra responsabilità far sì che lo strumento sia pulito e docile affinché lo
    Spirito possa circolare liberamente.

Lascia un commento