Il problema: ciò che non è conforme all’aspettativa [V25]

Ma l’uomo, di fronte alla vita, ama anche rifugiarsi nel concetto di ‘problema’, dietro cui nasconde la pretesa che tutto sia come lui si aspetta. Quella di ‘problema’ è un’etichetta che tutti voi utilizzate quando si presentano delle difficoltà e dei vincoli inaspettati o sgraditi, cioè quei fatti e quelle situazioni che non sono conformi con le vostre aspettative.

Ricorrere al concetto di ‘problema’ vi fa sentire, ogni volta, chiamati in campo per risolvere, attenuare o comunque allontanare fatti, situazioni, impegni e incontri a voi sgraditi, ma anche a elaborare l’immagine di una vita piena di insidie, alle volte matrigna, che quasi vi obbliga a utilizzare strumenti per difendervi da quegli imprevisti che non si conciliano con le situazioni a cui voi date il segno positivo.

Il dubitare può farvi capire che le vostre barriere mentali sono innanzitutto una difesa dall’immagine che ognuno di voi ha concettualizzato della vita, ma anche la sommatoria dei conflitti che dentro di voi avete messo in atto contro la vita e le modalità con cui avete affrontato e risolto internamente quei conflitti.

Però – attenzione – quest’analisi, che riguarda i processi della vostra mente, non vuole significare che voi umani siate chiamati ad accogliere tutto ciò che accade con animo passivo, e quindi senza la possibilità di elaborarlo. Questa è un’analisi che vi porta semplicemente ad avere chiaro in voi come i processi mentali partano sempre da un modo che è vostro – a volte condiviso con altri – di intendere la vita.

Può persino capitare che, qualora qualcuno non eriga ‘abbastanza’ barriere, sia proprio la società intorno a lui a sottolineargli come non si possa vivere privi di difese utili per quella comunità in quel dato contesto storico, poiché è la necessità di vivere a contatto con gli altri a spingere spesso l’uomo ad erigere barriere dopo barriere, non accorgendosi che lo limitano nel vivere e gli impediscono di guardare alla vita come ad una stimolante e continua novità che lo avvolge.

Fonte: La via della Conoscenza, “Ciò che la mente ci nasconde“, Vita, pp. 23-24

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
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Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.


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5 commenti su “Il problema: ciò che non è conforme all’aspettativa [V25]”

  1. Mutano e si susseguono continuamente le stagioni nella vita e continuamente mutano le barriere che interponiamo con il Reale.
    Sono in fondo una necessità: ad ognuno il lavoro di dubitarne, di vederle, di oltrepassarle ma soprattutto di giungere alla consapevolezza che quei limiti siamo proprio noi a costruirli e tocca a noi abbatterli!

  2. A me succede, sempre più spesso, che di fronte a comportamenti in cui, “il problema è sempre dell’altro”, e si vive ogni situazione come vittima, sorge un moto di insofferenza e rabbia.
    Mi accade soprattutto nell’ambito del lavoro.
    Devo stare attenta quindi, a non cadere nel giudizio e riportare l’attenzione su ciò che sorge per non rischiare di perdere la simultaneita’ dello sguardo.

  3. Sembra che l’umano sia quasi sempre preso in un conflitto, in una resistenza continua con la vita, e in particolar modo rispetto al cambiamento continuo in cui il vivere consiste.
    Il resistete in sè non è un “problema” se visto e disconnesso.

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