La consapevolezza sottile del disallineamento

Diveniamo consapevoli anche degli stati più sottili di disallineamento, di quelle sfumature nel pensare, nel provare, nell’agire che potrebbero essere trascurabili e invece non lo sono, acquisiscono comunque un risalto.

Più l’insieme dell’essere è sentito come unitario, più in questa consapevolezza unitaria risalta ogni sorta di “attrito”.
Se la consapevolezza fosse divisa in compartimenti, ora sono consapevole di questo ora di quello, la sensibilità sarebbe relativa: in questa percezione unitaria invece non c’è scampo, come non c’è scampo per il papavero rosso nel campo di grano.

La smagliatura può essere in uno qualsiasi dei corpi, o nel condizionamento dell’intenzione, o nella relatività dell’intenzione stessa: tutto viene monitorato e consapevolizzato da un dato livello di sentire che sottopone anche se stesso a verifica.

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6 commenti su “La consapevolezza sottile del disallineamento”

  1. Il disallineamento è motore dell’inquietudine sottile che non ci fa mai fermare o riposare su un’acquisizione.
    Benvenuta inquietudine che ci permette di disidentificarci.
    Quanto sono pericolose quelle affermazione in cui si sostiene di aver trovato finalmente un equilibrio!?!
    L’equilibrio è necessario per chi ha bisogno di controllo, dominio.

  2. Si affina la capacità di osservazione, la consapevolezza che apre nuovi sguardi.
    Ecco che restare svegli, vigilare, vigilare senza fine diventa un imperativo!

  3. Riconosco ciò che affermi, pur prendendo atto che, per ciò che riguarda questo CCE, percepire l’Unità, richiede un atto di volontà nel disconnettere, non sempre è un automatismo

  4. Credo proprio di comprendere quello che scrivi. Vedi le sfumature che, se pur tali risaltano proprio come un papavero rosso in un campo di grano.

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